Quel bubbone che rallenta ogni iniziativa

Gli effetti più deleteri si riversano sulle aziende, il lavoro e le amministrazioni complesse. E’ come districarsi in una giungla dove gli ostacoli sono lenti e costanti.

La burocrazia, lenta come un bradipo e tentacolare come una piovra! Ogni cittadino ha avuto la sventura di avere a che fare con questo “mostro” percependone la distanza dai suoi reali bisogni ed esigenze. In pratica è l’apparato (ufficio e personale) preposto all’applicazione delle norme emanate da organi della Pubblica Amministrazione.

Il suo etimo ha un’origine ibrida, deriva dalla fusione del francese bureau (“ufficio“, originariamente il panno ruvido che copriva i tavoli da lavoro) e del greco kràtos (“potere, forza, dominio“). Ossia, letteralmente, “potere degli uffici” o “potere dei funzionari”. E’ un sistema complesso, lento e spesso soffocante, può essere paragonato a diversi animali a seconda della caratteristica che si vuole evidenziare.

Sul web, infatti, è apparso una similitudine con: il bradipo, il paragone più comune per indicare l’estrema lentezza e la sedentarietà delle pratiche amministrative; la piovra, l’immagine della burocrazia tentacolare, che avvolge ogni aspetto della vita cittadina o aziendale, difficile da liberare; l’elefante, simboleggia un apparato pesante, lento a muoversi e difficile da indirizzare, ma potenzialmente potente (anche se spesso visto negativamente per la sua goffaggine); l’Idra di Lerna, il mostro leggendario della mitologia greca.

Era un gigantesco serpente d’acqua con molte teste velenose, capace di farne ricrescere due per ognuna tagliata, come succede alla burocrazia che una volta eliminata una pratica le sostituisce con altre due; il mulo, per la testardaggine, la ripetitività e la resistenza al cambiamento o alla semplificazione. Gli effetti più deleteri si riversano sulle aziende, il lavoro e le amministrazioni complesse. E’ come districarsi in una giungla, gli ostacoli sono lenti e costanti.

Nel lungo periodo frena l’economia e lo sviluppo, perché non avere tempi certi sulla durata delle pratiche, rallenta gli investimenti. Inoltre, malgrado le norme siano le stesse su tutto il territorio nazionale, le amministrazioni rispondono con tempi diversi, riproponendo il divario Nord-Sud presente in altri settori. Uno dei comparti più colpiti dalle lungaggini è quello edilizio.

Nel nostro Paese per avere una concessione edilizia si impiega 198 giorni, nel Regno Unito 110, In Irlanda 88, Svezia 40, Malta 30. Per non parlare della giustizia civile, i cui tempi sono biblici e con disparità territoriali. Ad esempio per liquidare un’impresa a Milano, la capitale economica del Paese, la durata è di oltre sei anni! Questi dati sono stati diffusi dall’Ufficio Studi della CGIA (Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre) sempre puntuale e rigorosa nelle analisi.

Un bubbone che rallenta qualsiasi iniziativa danneggiando aziende e cittadini

Gli stessi tempi, all’incirca, durano per le controversie commerciali tra imprese. Il problema non è la burocrazia in sé, in quanto è impossibile privarsene in una società complessa, ma la sua efficacia organizzativa. Una situazione che costringe le imprese ad investire per attività legali di difesa e non in tecnologia e innovazione. Come in ogni fatto della vita, il pesce grosso mangia quello piccolo.

Nel senso che le aziende di grandi dimensioni riescono ad ammortizzare i costi burocratici, mentre le medie e piccole imprese ne subiscono gli effetti più disastrosi. L’ipertrofia di norme spesso contradditorie produce immobilismo e sovrabbondanza di controlli per cui non si riesce a stabilire il percorso decisionale. Come se gli atti fossero il frutto di agenti esterni e non di dirigenti amministrativi, pagati profumatamente con le risorse dei cittadini e incapaci di guidare una macchina amministrativa molto complessa.

Infine la parcellizzazione delle competenze rende volatili le responsabilità, per cui gli atti sono tutti a norma di legge, ma inefficaci rispetto alle esigenze degli utenti.