Meglio nel Nord Italia dove scuole e nosocomi sembrano più vicini alle utenze ma, spesso, il problema è raggiungerli. Salute e istruzione sono garantite dallo Stato…
L’ospedale più vicino dista 60 minuti, giusto il tempo di crepare! Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea (UE), ha aggiornato i dati e le informazioni geospaziali relativi al tempo di percorrenza su strada per usufruire dei servizi sanitari e scolastici. Lo scopo dell’indagine è stato quello di individuare le comunità con maggiori difficoltà nel godimento di servizi essenziali come la sanità e l’istruzione. Sono stati valutati il tempo impiegato per giungere a destinazione e le informazioni della rete stradale sulle caratteristiche fisiche, funzionali e geografiche dell’infrastruttura viaria.
I servizi essenziali sono definiti dalla legislazione come prestazioni di rilevante interesse pubblico e generale, tipo salute e istruzione, destinate alla collettività, indefettibili e garantite dallo stesso Stato. Tanto è vero che non possono essere sospesi e devono essere garantiti anche durante gli scioperi. Tuttavia tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, come si suole dire quando esiste una notevole differenza tra la proposta di un’idea e la sua realizzazione.
La realtà ci racconta altro, ossia che la distribuzione dei servizi sul territorio è molto frammentata, per cui molti cittadini debbono attraversare percorsi lunghi impiegando tempo notevole per poter usufruire di un diritto sacrosanto. Meno male che questi servizi sono stati definiti essenziali. Se non lo fossero, non si sarebbe mai raggiunta la meta. Anche nella stessa città l’ospedale più vicino può essere distante 2 minuti ma anche 20, dipende da dove si è ubicati. In altre zone, Sicilia e Sardegna, il tempo di percorrenza dura 60 minuti. Così come molte difficoltà si riscontrano nelle zone di montagna.
In Lombardia e in Veneto, invece, la geografia è stata magnanima perché le circostanze sono più vantaggiose. Se “Atene piange, Sparta non ride”, per dire che anche l’Europa non se la passa meglio. Nemmeno ci si può consolare con l’antico motto “mal comune, mezzo gaudio”, nel senso che un problema se condiviso appare più sopportabile. Le città in cui ci si impiega meno tempo per raggiungere un nosocomio sono Milano, Torino e Verona, da 2 ai 20 minuti.

L’intervallo può diminuire o crescere per una serie di fattori. Ad esempio le zone industriali e periferiche allungano il tempo di percorrenza, mentre si riduce nelle città più piccole. Nel Mezzogiorno, un po’ in controtendenza rispetto alla narrazione dominante sempre pronta a stigmatizzarne gli aspetti negativi, Napoli e Bari rientrano nell’intervallo 2-20 minuti. A Roma il tempo è breve dal centro della città, mentre aumenta in periferia. Eurostat ha diffuso anche i dati relativi al tempo di percorrenza che si impiega per raggiungere i servizi scolastici.
In quest’ambito i risultati per il nostro Paese sono molto buoni. Il tempo oscilla tra 0 minuti e 5-6. Ovviamente nel primo caso la scuola è molto vicina a dove si abita, una sorta di “casa e bottega”. I territori dove i servizi scolastici sono difficoltosi da raggiungere si trovano nella fascia montuosa degli Appennini o nella parte centrale delle isole maggiori. D’altronde, trattandosi di zone con pochi abitanti, ci sono meno sevizi per i cittadini.
E’ chiaro che le condizioni della struttura geografica sono così come appaiono. La responsabilità è di Madre Natura, che così ha deciso. Tuttavia potrebbero essere salvaguardate in maniera più efficace di quello che si fa. Inoltre nell’era dell’alta tecnologia, dell’Intelligenza Artificiale (IA) e della robotica applicabile a quasi tutto lo scibile umano, stride che il tempo di percorrenza per raggiungere un presidio ospedaliero possa arrivare fino ai 60 minuti. Sono terribilmente tanti, da qualsiasi punto di vista si guarda il fenomeno.
E’ il tempo esatto per passare a miglior vita!