Il coraggio di un 12enne salva la madre: arrestato il padre per maltrattamenti

Il bambino ha allertato i carabinieri nascondendosi sotto il letto. Per il genitore, un 50enne, sono scattati i domiciliari con braccialetto elettronico.

Copertino (Lecce) – Un dramma familiare che si trascinava da mesi è stato interrotto dalla prontezza di un bambino di soli 12 anni. Nascondendosi sotto il letto per non essere scoperto, il piccolo è riuscito a utilizzare un cellulare per chiamare il 112, permettendo ai carabinieri di intervenire e salvare la madre, una donna di 47 anni, dall’ennesima violenta aggressione.

I fatti più recenti risalgono alla sera del 26 aprile, quando la tensione tra le mura domestiche è sfociata in violenza fisica. “Mio padre sta alzando le mani a mia madre e le ha rubato il telefono”, ha sussurrato il bambino all’operatore della centrale operativa, con la voce rotta dal terrore.

Al loro arrivo, i militari hanno trovato l’uomo, un 50enne, ancora in possesso del dispositivo sottratto con la forza alla moglie per impedirle di chiedere soccorso. A seguito delle indagini coordinate dalla Procura, il Gip del Tribunale di Lecce, Marcello Rizzo, ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. L’uomo, ora presso l’abitazione dei genitori, è monitorato tramite braccialetto elettronico.

Le indagini hanno svelato una spirale di violenza che, secondo gli inquirenti, proseguiva ininterrottamente dal luglio 2025. L’uomo deve rispondere di maltrattamenti in famiglia e tentata violenza. Gli episodi contestati includono minacce, ritorsioni e aggressioni fisiche, spesso avvenute in presenza dei due figli minorenni.

Nonostante l’intervento delle forze dell’ordine ad aprile, l’uomo avrebbe continuato a manifestare comportamenti aggressivi. La vittima ha descritto un quadro di pressioni psicologiche e umiliazioni costanti, aggravate dalla conflittualità legata alla separazione in corso.

La madre ha infine trovato la forza di denunciare formalmente il coniuge. Già a dicembre la donna aveva presentato querela, poi ritirata, ma un’aggressione subita in strada a gennaio l’aveva convinta a rivolgersi nuovamente alle autorità. Assistita dal proprio legale, la 47enne ha confermato come il clima domestico fosse diventato insostenibile, trasformando l’abitazione in un luogo di pericolo costante per lei e per i propri figli.