L’aggressore, un 53enne, ha colpito alla spalla e al volto il dirigente sanitario Francesco Paolo Sutera, ora ricoverato in gravi condizioni.
Palermo – C’è una carrozzina, una pratica incompleta e un “no” detto per dovere all’origine dell’ennesima aggressione a un camice bianco. È accaduto nella mattinata di mercoledì 8 luglio, negli uffici dell’Asp di via Arcoleo, dove un dirigente medico è stato accoltellato mentre era al lavoro. La vittima è Francesco Paolo Sutera, il sanitario che si occupa della fornitura dei presidi ai pazienti. A colpirlo, un 53enne palermitano che pretendeva la consegna immediata di una carrozzina per una parente. Peccato che alla domanda mancasse un documento.
Il medico ha fatto quello che avrebbe fatto qualsiasi funzionario: ha controllato la pratica e ha fatto notare che la documentazione era incompleta. È bastato quel rifiuto, dovuto e legittimo, a scatenare la furia dell’uomo. L’aggressore ha estratto un coltello e si è avventato sul dirigente. Sutera ha provato a fuggire, ma è stato raggiunto e colpito con due fendenti, alla spalla e al volto.
Soccorso dai sanitari del 118, il medico è stato trasportato d’urgenza al Policlinico. Le sue condizioni sono gravi per la profondità della ferita alla spalla, ma per fortuna non è in pericolo di vita. L’aggressore non è andato lontano: è stato bloccato dagli agenti di polizia intervenuti sul posto, mentre sulla dinamica sono in corso le indagini.
Un episodio che riaccende l’allarme sulla sicurezza del personale sanitario, ormai troppo spesso lasciato solo davanti allo sportello. Sul caso è intervenuta subito la Uil Sicilia, che parla di un “atto di violenza inaccettabile” e chiede alle istituzioni “di valutare con urgenza misure concrete per garantire più sicurezza al personale sanitario e agli utenti, a tutela del diritto alle cure e della dignità di chi lavora per il bene comune”.
Durissima anche la Cisl di Palermo: “È assurdo pensare di dover proteggere i lavoratori dalle reazioni violente degli utenti, anche questo è segno della tensione sociale che si vive nella nostra città”. Il sindacato chiede che venga garantita la sicurezza di tutto il personale delle strutture sanitarie “con tutti i sistemi previsti, come la sorveglianza da parte di guardie giurate e le telecamere”.