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Vicenza: truffa crediti d’Imposta, mezzo milione di euro sequestrato dalla Gdf

A Thiene scoperta una presunta frode. Nel mirino una persona fisica e una società operante nel settore della climatizzazione.

Vicenza – I finanzieri della Tenenza di Thiene hanno scoperto una presunta truffa nell’ottenimento di crediti d’imposta a Thiene e hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo per un importo di circa mezzo milione di euro nei confronti di una persona fisica e di una società operante nel settore della climatizzazione. Le indagini hanno permesso di scoprire un sofisticato meccanismo di frode che ha consentito alla Srl di creare crediti d’imposta fittizi per un valore complessivo di 536.255,92 euro, relativi a interventi di risparmio energetico mai realizzati.

La società, attraverso un modus operandi collaudato, emetteva fatture per importi superiori a quelli effettivamente dovuti ai clienti finali, gonfiando così i crediti d’imposta che potevano essere ceduti a terzi operatori finanziari. In questo modo, la società otteneva un profitto illecito pari a circa il 70% del valore nominale dei crediti ceduti. L’importo dei crediti d’imposta, derivanti da interventi di risparmio energetico eseguiti nei confronti di soggetti privati che avevano optato per il c.d. “sconto in fattura”, indicati in diverse fatture emesse, annotate in contabilità e inviate al sistema di interscambio SDI (sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate che riceve le fatture elettroniche emesse), era superiore rispetto ai crediti riportati nelle fatture consegnate a 300 ignari clienti finali beneficiari degli interventi di ristrutturazione.

Tale modus operandi ha consentito all’autore della frode la creazione di crediti d’imposta fittizi, superiori a quelli effettivi e spettanti, quantificati in € 113.425,63 per il periodo di imposta 2021 ed € 422.830,39 per il periodo di imposta 2022, successivamente ceduti ad operatori finanziari terzi. Inoltre, la Srl annotava nelle proprie scritture contabili e dichiarava all’Agenzia delle Entrate fatture per operazioni inesistenti, emesse da una società bulgara riconducibile all’indagato. Questo stratagemma serviva per evadere le imposte sui redditi.

Pertanto, il Gip di Vicenza, condividendo le prospettazioni della Procura della Repubblica e della polizia giudiziaria, ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo (ai sensi dell’art. 321 del codice di procedura penale). I militari hanno dato esecuzione al provvedimento mediante il blocco di disponibilità finanziarie riconducibili all’azienda e al suo titolare.

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