Ultimo ballo in Bovisa? Lo Spirit de Milan rischia la chiusura, ma spunta l’ipotesi Coima

Serrande abbassate alle ex Cristallerie Livellara dopo 10 anni di swing e non solo. Mobilitazione cittadina per salvare il locale: il sindaco chiede un tavolo e il Municipio 9 muove le prime pedine per tutelare l’area.

Milano – Le luci si sono spente, le pedane in legno per lo swing sono silenziose e oltre sessanta dipendenti si trovano improvvisamente in un limbo occupazionale. Uno dei luoghi più amati, identitari e intergenerazionali della Milano degli ultimi anni rischia di chiudere definitivamente i battenti. Dopo oltre un decennio di attività, lo Spirit de Milan – il celebre locale di via Bovisasca che ha ridato dignità alla cultura milanese tra note di jazz, barbera e dialetto – è stato costretto a interrompere la programmazione a seguito della conclusione del rapporto con la proprietà dell’immobile, gli eredi Livellara.

La notizia della cessazione dell’attività, annunciata dal fondatore Luca Locatelli, ha sollevato un’ondata di preoccupazione immediata. Non si tratta solo della perdita di un palcoscenico musicale o di un ristorante, ma dello smantellamento di un vero e proprio presidio sociale e culturale in un quartiere periferico come la Bovisa. Nelle ultime ore, tuttavia, una trattativa finanziaria e urbanistica d’alto livello ha aperto uno spiraglio inaspettato, riaccendendo le speranze della città.

La vicenda dello Spirit si intreccia inevitabilmente con il destino urbanistico delle ex Cristallerie Livellara, uno storico e imponente complesso manifatturiero del Novecento che da anni attende un piano di rigenerazione complessivo. Il colosso immobiliare Coima, guidato da Manfredi Catella, si trova infatti in trattativa esclusiva per l’acquisizione dell’intera area.

La società immobiliare ha confermato l’esistenza di interlocuzioni avanzate con la proprietà, sottolineando la propria totale estraneità rispetto al contenzioso privatistico che ha portato allo stop delle attività del locale. Al contempo, però, Coima ha rilasciato una dichiarazione di forte peso politico, riconoscendo pubblicamente il valore sociale che l’esperienza dello Spirit de Milan ha saputo innestare nel tessuto del quartiere. Un’apertura formale che lascia intendere la volontà di valutare soluzioni per non disperdere questo patrimonio culturale all’interno del futuro masterplan di riqualificazione.

Il peso specifico dello Spirit de Milan nell’ecosistema cittadino è emerso chiaramente dalla reazione immediata delle istituzioni. Il sindaco Giuseppe Sala è intervenuto direttamente sui canali social, chiedendo l’apertura di un tavolo di negoziazione e co-progettazione che riunisca la proprietà attuale, i potenziali investitori di Coima e i gestori del locale per trovare una via d’uscita condivisa.

Parallelamente, il Municipio 9 si sta muovendo per vie formali: l’obiettivo è avviare l’iter per riconoscere il valore storico, architettonico e antropologico dell’intero complesso industriale delle Cristallerie. Un passaggio burocratico cruciale, che potrebbe introdurre vincoli di destinazione d’uso e influenzare direttamente i futuri progetti di trasformazione edilizia dell’area, blindando di fatto gli spazi dedicati alla socialità.

Mentre la diplomazia politica muove i primi passi, la reazione della comunità non si è fatta attendere. Sui social e sulle piattaforme di mobilitazione popolare è ripartito il tam-tam delle petizioni per chiedere la salvaguardia dello spazio. Già in passato la cittadinanza si era schierata compatta a difesa di questa oasi vintage di 1.500 metri quadrati, dimostrando che il legame tra Milano e il perno culturale della Bovisa è più profondo di un semplice contratto di locazione.

La partita che si gioca in via Bovisasca rappresenta la sintesi perfetta delle contraddizioni della Milano contemporanea: il delicato equilibrio tra la necessaria rigenerazione urbana delle aree dismesse e la conservazione della memoria storica e operaia della città.

Lo Spirit de Milan ha dimostrato che i vecchi hub e le fabbriche abbandonate possono tornare a respirare senza essere necessariamente rasi al suolo. L’interesse di Coima introduce una variabile complessa ma potenzialmente salvifica. Se l’acquisizione andrà a buon fine, la rinascita delle ex Cristallerie Livellara non potrà prescindere da quelle note di swing e da quel senso di comunità che, per dieci anni, hanno illuminato la periferia milanese. La luce in fondo al tunnel è ancora fioca, ma i motori sono di nuovo accesi.