Tania Sperindio, 63 anni, massacrata in casa. Fermato l’ex marito 71enne. La coppia era separata ma continuava a vedersi.
Rimini – Si erano lasciati, ma non erano mai riusciti a staccarsi davvero. E quel legame malato è finito nel sangue. È l’ennesimo femminicidio, quello consumato nel pomeriggio di martedì 15 luglio a Mulazzano, frazione di Coriano nel Riminese, dove Tania Sperindio, 63 anni, è stata uccisa dentro un’abitazione di via Agello. A chiamare i carabinieri sarebbe stato lo stesso ex marito della donna, un uomo di 71 anni: “L’ho ammazzata”, avrebbe confessato al telefono. Quando i militari sono arrivati, lo hanno trovato accanto al corpo senza vita della compagna di una vita. È stato fermato.
La scena che si è presentata ai carabinieri è di quelle che non si dimenticano. La donna presentava una profonda ferita alla testa, compatibile con un violento colpo inferto con un corpo contundente (un martello, una mazza o un altro oggetto pesante). Al momento l’arma del delitto non è ancora stata identificata con certezza: saranno gli accertamenti medico-legali e i rilievi dei carabinieri a stabilirlo. L’appartamento di via Agello è stato posto sotto sequestro.
Dietro l’omicidio si nasconde la storia di un amore finito e mai chiuso davvero. Dopo la separazione, Tania si era trasferita altrove, mentre l’uomo aveva continuato a vivere nella vecchia casa. Pur non stando più insieme, i due avevano continuato a vedersi. Un equilibrio fragile, sospeso, su cui adesso gli inquirenti stanno cercando di fare piena luce. La coppia aveva avuto due figli.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Coriano, affiancati dalla compagnia di Riccione e dagli investigatori del nucleo investigativo del comando provinciale di Rimini, che per ore hanno transennato l’area e passato al setaccio l’abitazione alla ricerca di ogni elemento utile. Nelle prossime ore il 71enne sarà ascoltato dagli inquirenti: le sue dichiarazioni verranno messe a confronto con quanto raccolto durante il sopralluogo e con i risultati degli esami sul corpo della vittima.
La notizia si è diffusa in fretta a Mulazzano, lasciando sgomento tra residenti e vicini di casa. Spetta ora all’inchiesta, coordinata dall’autorità giudiziaria, ricostruire nel dettaglio cosa sia accaduto tra quelle mura e quale sia stato il movente che ha portato all’ennesima donna uccisa da chi diceva di amarla.