TRUMP SI SGONFIA (E SE NE VA DA NEW YORK)

Dopo 26 anni il partito democratico controlla entrambe le camere del Parlamento sottratte ai repubblicani.

In Virginia una sconfitta netta per il Presidente Trump: i democratici hanno conquistato il Parlamento. Dopo 26 anni il partito democratico controlla entrambe le camere del Parlamento, sottratte ai repubblicani.

Tra gli eletti in Virginia anche la donna che divenne famosa per aver mostrato il dito medio al corteo di auto di Trump nel 2017, mentre andava in bici, e per quel gesto aveva perso il posto di lavoro. Ora Juli Briskman è stata eletta supervisore della contea di Loudoun al posto della rivale repubblicana.

In Kentucky, stato dove Trump vinse con uno scarto di 30 punti sulla rivale democratica Hillary Clinton alle presidenziali del 2016, oggi il candidato Matt Bevin, sostenuto dal Presidente Trump, ha perso la corsa a governatore, anche se si è rifiutato di concedere la vittoria al candidato governatore avversario, Andy Beshear, in vantaggio di appena 5 mila voti e che ha rivendicato la vittoria, per il margine risicato tra i voti dei due sfidanti.

Diverso è per Donald Trump l’esito in Mississippi, dove il candidato governatore repubblicano Tate Reeves è saldamente in testa davanti al rivale democratico.

Comunque, il primo test in vista delle presidenziali del 2020, non è positivo per Trump, che aveva aperto la campagna elettorale con la frase: “Nessuno come me, tranne George Washington”.

E tutto ciò proprio all’indomani dell’avvio della procedura di impeachment.

Trump, nel frattempo, ha cambiato la residenza, abbandonando New York per la Florida e sottolineando su Twitter di essere stato trattato malissimo, “nonostante i milioni di dollari che paga in tasse alla città ed allo Stato di New York” . Non è chiaro se il riferimento sia alle frequenti proteste della cittadinanza davanti alla Trump Tower, o al tentativo dei democratici di far ricorso a una legge federale per obbligare il presidente a mostrare la dichiarazione dei redditi, dal momento che Trump è l’unico presidente del passato recente che si è rifiutato di renderle pubbliche).

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