Truffe telefoniche sempre più credibili

I lestofanti imitano numeri autentici di banche, questure e caserme per rendere plausibili le chiamate. Le tecniche sono diventate molto sofisticate e difficili da riconoscere.

Le truffe telefoniche stanno diventando sempre più sofisticate e difficili da riconoscere. Non arrivano più da numeri sconosciuti o sospetti: oggi i truffatori riescono a far comparire sul display i recapiti autentici di questure, caserme dei carabinieri e persino delle banche. Le testimonianze raccolte negli ultimi giorni mostrano quanto queste chiamate possano sembrare credibili, con interlocutori che parlano un italiano perfetto e si presentano come funzionari in servizio.

Una donna residente a Torino ha raccontato di aver ricevuto una telefonata dal numero della questura di corso Vinzaglio. L’operatore si è presentato con nome e cognome e le ha comunicato che c’era una notifica da ritirare. Quando lei ha chiesto di poter avere un riferimento preciso per sapere a chi rivolgersi una volta arrivata in sede, la chiamata è stata interrotta. Insospettita, ha richiamato il numero e un vero agente le ha confermato che nessuno l’aveva contattata e che si trattava di una truffa. Secondo quanto riferito, da giorni circolano telefonate che imitano i numeri delle forze dell’ordine per ottenere informazioni personali o fissare appuntamenti, con il rischio di colpi in abitazione.

Un’altra testimonianza arriva dal Friuli. Una donna ha ricevuto una chiamata dal numero della sua banca: l’operatore sosteneva che fosse in corso una truffa sul suo conto e che fosse necessario effettuare alcune operazioni urgenti. Conosceva il saldo, un pagamento effettuato il giorno precedente e persino il nome del suo referente allo sportello. Quando lei ha espresso dubbi, è stata richiamata dal numero della caserma dei carabinieri di Udine. L’uomo al telefono si è presentato come maresciallo e ha confermato la presunta indagine, invitandola a seguire le istruzioni della banca. Solo dopo aver contattato direttamente i carabinieri di San Daniele ha scoperto che nessun maresciallo con quel nome esisteva e che la caserma non aveva mai effettuato quella chiamata.

Secondo quanto spiegato dalle forze dell’ordine, i lestofanti utilizzano sistemi che permettono di far apparire sul telefono della vittima numeri autentici, rendendo la chiamata praticamente indistinguibile da una reale. In alcuni casi riescono persino a sincronizzarsi con l’app di home banking della vittima nel momento in cui viene aperta, visualizzando ciò che compare sullo schermo e sfruttando queste informazioni per rendere la truffa ancora più convincente.

I carabinieri invitano a non confermare mai dati personali al telefono, a non seguire istruzioni operative ricevute da presunti agenti o bancari e soprattutto a chiudere la chiamata e richiamare personalmente il numero ufficiale della banca o della caserma. Anche quando il numero visualizzato sembra autentico, la verifica deve partire sempre dal cittadino. Se non si è subita una frode, non è possibile sporgere denuncia, ma è comunque utile segnalare l’accaduto e informare altre persone per evitare che qualcuno cada nella trappola.