La Squadra mobile ha intercettato i due malviventi sotto casa della vittima, alla quale sono stati restituiti preziosi e contanti per 1700 euro.
Bari – In manette nel capoluogo pugliese una donna di 31 anni e un uomo di 22, ritenuti responsabili di una truffa aggravata ad un’anziana con il solito raggiro del “finto carabiniere”, truffa, tuttavia, sfociata nel più grave reato di rapina.
La tecnica adottata ed ormai consolidata è sempre la stessa: i malviventi studiano in maniera approfondita la vittima, individuata sempre tra le persone più vulnerabili, perché anziane o semplicemente sole; riescono a recuperare informazioni di carattere personale, quali il numero di cellulare, il nome di un parente, e poi, simulando un finto incidente, del quale è responsabile il congiunto, trattenuto in qualche ufficio di polizia, in attesa di provvedimenti più gravi, riescono ad ingannare la vittima, facendosi consegnare anche ingenti somme di denaro o altre utilità, come “cauzione” che consentirebbe di liberare il parente.
Questo è quello che è accaduto anche ad una signora di 71 anni, dalla quale la 31enne è riuscita a farsi consegnare monili in oro e contanti per circa 1700 euro, come corrispettivo da dover necessariamente consegnare per poter ottenere la liberazione del marito arrestato. Al termine del raggiro, per arraffare gli anelli, gli orecchini e la collana in oro indossata dalla vittima, l’azione della malvivente si è fatta violenta sfociando nel reato di rapina.
La Squadra mobile di Bari è riuscita ad individuare l’autovettura in uso ai malviventi, un’Opel corsa, con all’interno l’uomo in attesa che la donna uscisse dall’abitazione; autovettura che gli agenti sono riusciti a intercettare e fermare proprio sotto l’abitazione della vittima, procedendo così a recuperare tutta la refurtiva che è stata restituita alla legittima proprietaria, ed arrestare i presunti autori.