Strage del Raganello, dopo 8 anni la sentenza: condannati il sindaco di Civita e la guida

Quattro anni e un mese per il primo cittadino Alessandro Tocci; tre anni e cinque mesi per Giovanni Vangieri.

Cosenza – A quasi otto anni dalla tragedia delle gole del Raganello è arrivata la sentenza di primo grado del Tribunale di Castrovillari. Il sindaco di Civita, Alessandro Tocci, è stato condannato a quattro anni e un mese di reclusione per omicidio colposo plurimo e omissione di atti d’ufficio in relazione alla strage del 20 agosto 2018, quando una piena improvvisa travolse escursionisti e guide provocando dieci morti e undici feriti.

I giudici hanno disposto anche il pagamento delle spese processuali e il risarcimento dei danni alle parti civili costituite. Condannata anche la guida escursionistica Giovanni Vangieri, a tre anni e cinque mesi di carcere. Assolti invece gli altri imputati coinvolti nel procedimento. Le pene risultano inferiori rispetto alle richieste avanzate dalla Procura, che aveva sollecitato nove anni per il sindaco Tocci e otto anni per Vangieri.

La tragedia si consumò nel cuore del Pollino, nelle gole del torrente Raganello, territorio noto per le escursioni naturalistiche. Quel 20 agosto 2018 una violentissima piena improvvisa si abbatté sul canyon travolgendo turisti e accompagnatori intrappolati tra le strette pareti rocciose. Persero la vita nove escursionisti e una guida.

Secondo quanto emerso dalle indagini, all’origine del disastro ci fu un “flash flood”, una piena improvvisa provocata da un violento temporale abbattutosi a monte della catena del Pollino. La massa d’acqua si sarebbe formata anche a causa di uno sbarramento naturale creato dai detriti: il successivo cedimento improvviso della barriera generò un’onda devastante che investì le persone presenti nelle gole.

Subito dopo la tragedia l’area venne posta sotto sequestro dalla magistratura, che avviò un’inchiesta per fare luce sulla gestione della sicurezza, sulla prevenzione del rischio e sull’organizzazione delle escursioni.

A distanza di anni restano ancora impresse nella memoria collettiva le immagini di quella giornata drammatica: i soccorsi disperati, il dolore dei familiari e soprattutto le bare allineate nella palestra della scuola di Civita, diventate il simbolo di una delle tragedie più dolorose vissute dalla Calabria negli ultimi decenni.