La polizia ha individuato il presunto responsabile del colpo da oltre 150mila euro, recuperata parte della refurtiva.
Bergamo – Nella giornata di ieri 21 maggio 2026, la polizia, su decreto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, ha dato esecuzione in Torino al fermo nei confronti di un cittadino rumeno, gravemente indiziato del reato di furto pluriaggravato in concorso.
L’indagato è ritenuto responsabile della violenta “spaccata” consumata, all’alba del 7 maggio scorso, ai danni della boutique di lusso Tiziana Fausti, nel corso della quale veniva sottratto un ingente quantitativo di merce di pregio, per un valore complessivo stimato in oltre 150.000 euro.
L’attività investigativa, condotta dalla squadra mobile della Questura di Bergamo attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, accertamenti tecnici e mirati servizi sul territorio, ha consentito di ricostruire nel dettaglio le fasi dell’azione criminale e di individuare in tempi rapidi il presunto responsabile.
Secondo quanto emerso dalle indagini, è stata utilizzata un’autovettura risultata provento di furto come “ariete” per sfondare la vetrina dell’esercizio commerciale.
Dopo l’introduzione all’interno del negozio, sono stati asportati numerosi articoli di lusso, con immediata fuga successiva al colpo.
Le successive attività di perquisizione hanno consentito agli investigatori di recuperare numerose borse di alta gamma sottratte alla boutique Tiziana Fausti, oltre a diversi arnesi atti allo scasso, ritenuti verosimilmente utilizzati per la commissione del reato.
Nel corso delle operazioni sono stati inoltre rinvenuti ulteriori beni, in particolare numerose confezioni di profumo di pregio, di presumibile provenienza furtiva, sui quali sono attualmente in corso approfondimenti investigativi finalizzati all’individuazione dei legittimi proprietari.
All’interno di altro procedimento penale, iscritto nei confronti di un indagato che aveva sfruttato la situazione creatasi a seguito della “spaccata” per impossessarsi di alcuni beni, è stata disposta dalla Procura la perquisizione domiciliare che ha consentito di rinvenire ulteriori due borse provento del medesimo furto.