Le indagini si concentrano su chat e celle telefoniche: sotto esame la gestione della struttura e i contatti di Alysia e Sarah.
L’Aquila – Si allarga il fronte investigativo sulla scomparsa di Alisya e Sarah, le due sorelle di 16 e 12 anni svanite dalla casa famiglia “Ofh Hope” di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila. La Procura di Sulmona ha aperto un’indagine per abbandono di minori contro i responsabili della struttura, mentre i carabinieri di Castel di Sangro hanno effettuato un nuovo sopralluogo nella comunità, ponendo i sigilli alla camera occupata dalle due giovani.
Sotto la lente degli inquirenti sono finiti anche i cellulari in uso agli ospiti della casa famiglia, inclusi quelli delle due sorelle: dall’analisi delle conversazioni sarebbero emersi elementi considerati rilevanti per capire con chi fossero in contatto le ragazze e come si siano mosse nelle ore immediatamente precedenti alla scomparsa.
Un secondo filone investigativo ruota invece attorno ai filmati delle telecamere comunali piazzate ai due accessi del paese: alcune auto sarebbero transitate nella zona in una fascia oraria ritenuta compatibile con la scomparsa, tra le 2 e le 6 della notte a cavallo tra sabato 6 e domenica 7 giugno. Gli investigatori hanno interrogato a più riprese anche il fidanzato di Alisya, 18 anni, di origini egiziane, conosciuto dalla ragazza durante il periodo trascorso nella struttura protetta. Raggiunta la maggiore età, il giovane si era spostato altrove per motivi di lavoro, ma il rapporto con Alisya sarebbe continuato.
Quanto alle ipotesi sul tavolo, nessuna pista viene scartata: si va dall’allontanamento volontario a un possibile sequestro, senza tralasciare le ipotesi più cupe. Nelle ultime ore i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno effettuato immersioni nelle acque del lago di Barrea. Nel frattempo continuano a giungere segnalazioni da varie città, Avezzano, Frosinone, Napoli, ma ad oggi tutte si sono rivelate prive di fondamento.
Sul campo, il perimetro delle ricerche è stato ulteriormente ampliato, coprendo ormai buona parte del territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Squadre di vigili del fuoco, volontari della protezione civile e altri soccorritori stanno esplorando boschi, sentieri e zone di difficile accesso, spingendosi ben al di là dei confini di Civitella Alfedena: le ricerche toccano ora anche Villetta Barrea, Barrea, Opi, Villalago e l’area di Passo Godi, nel territorio comunale di Scanno.
Continuano in parallelo i controlli su case disabitate, rudere, edifici chiusi e grotte. Alle operazioni partecipa anche “Italo”, cane molecolare della Protezione civile di Tagliacozzo e nelle prossime ore è atteso l’arrivo di nuove unità cinofile, insieme a un coordinamento più stretto tra i corpi impegnati nelle ricerche.