La Supermedia Youtrend-Agi fotografa uno scenario in movimento: FdI e Lega si riprendono, il Pd arretra, Vannacci consolida il suo spazio. Il campo largo è avanti, ma solo sulla carta.
I numeri dicono che, se si andasse a votare oggi, a spuntarla sarebbe il centrosinistra. Ma i numeri, in politica, raramente raccontano tutta la storia. L’ultima Supermedia elaborata da Youtrend per Agi, che aggrega e pondera i principali sondaggi delle ultime settimane, restituisce uno scenario di sostanziale parità tra i due schieramenti, con il campo largo che guadagna un vantaggio di poco superiore al mezzo punto percentuale. Un margine che la legge elettorale, qualunque forma assuma, potrebbe azzerare o addirittura ribaltare.
Sul versante del centrodestra, Fratelli d’Italia sembra aver trovato un punto di stabilità. Il partito della premier si colloca al 28,2%, con un recupero minimo rispetto alle rilevazioni precedenti. Più che una ripresa vera e propria, è la fine di una scivolata: nelle settimane segnate dalla sconfitta referendaria, dalle frizioni interne all’esecutivo e dalle tensioni geopolitiche legate al conflitto in Iran, i consensi di Meloni avevano accusato il colpo. Ora il calo sembra essersi arrestato e quella del 28% potrebbe rivelarsi la nuova base da cui ripartire.
Diversa la situazione di Forza Italia, che scende all’8,3% perdendo tre decimi. Il partito attraversa una fase di ridefinizione interna: i capigruppo di Camera e Senato, Barelli e Gasparri, sono stati sostituiti su iniziativa della famiglia Berlusconi. Se questi movimenti siano stati provocati dal calo nei sondaggi o ne siano diventati a loro volta causa è difficile stabilirlo. Quel che è certo è che il partito non attraversa il suo momento migliore. Più incoraggiante per la coalizione il segnale della Lega, che risale al 7,3% interrompendo una fase negativa.
Il personaggio del momento nei sondaggi si chiama Roberto Vannacci. Il suo movimento, Futuro Nazionale, sale al 3,5% e in alcune rilevazioni si avvicina al 4%. Una presenza ormai consolidata al di sopra della soglia di sbarramento, che pone però un problema di geometrie: Vannacci non fa parte della coalizione di centrodestra e il suo elettorato è difficilmente ricollocabile. Chiude il quadro del centrodestra Noi Moderati, all’1,1%. Il totale della coalizione si ferma sotto il 45%.
A sinistra, il Partito Democratico registra un arretramento al 22,4%, invertendo una tendenza positiva che sembrava consolidata. Cede terreno anche Alleanza Verdi-Sinistra, al 6,2%. A tenere in piedi i numeri del campo largo ci pensano il Movimento 5 Stelle, che risale al 12,8%, e Italia Viva, che con un balzo di tre decimi sale al 2,6%, il progresso più marcato tra tutti i partiti dell’aggregazione. Con +Europa all’1,5%, lo schieramento supera complessivamente il 45%.
La forbice con il centrodestra è reale ma sottile e le variabili aperte sono molte. Azione di Carlo Calenda, ferma al 3%, è corteggiata da entrambe le parti senza essersi ancora schierata. Il campo largo, dal canto suo, resta un’alleanza virtuale: manca un progetto politico condiviso, manca una guida riconosciuta da tutti i partiti che lo compongono. Vincere i sondaggi è una cosa. Costruire una coalizione in grado di governare è un’altra.