Siamo circondati da milioni di schermi!

Nelle nostre abitazioni ci sono ben 120 milioni di schermi, pari a 5 per nucleo familiare. Non ce ne rendiamo conto, ma è come avere dietro la nuca qualcuno o qualcosa che ti osserva, scruta e sbeffeggia.

Roma – E’ un numero eclatante, ma tra smartphone, televisori e quant’altro possa essere connesso, si arriva a quella cifra mostruosa, equivalente ad un aumento del 210,9% rispetto al 2017. Vale a dire, in termini numerici oltre 11 milioni di televisori connessi in più. E’ stata propria la scatola magica, la tv, la chiave per entrare nel digitale. Lo si fa per svariati motivi: studio, lavoro, sport, intrattenimento e quant’altro. Non c’è comparto della vita quotidiana che sfugga agli artigli della tecnologia e che ha rivoluzionato la vita degli italiani. Tutto questo è emerso dal Quinto Rapporto Auditel-Censis: “La transizione digitale degli italiani”.

La prima è una società che dal 1984 raccoglie e pubblica dati sull’ascolto televisivo italiano. Il secondo, il Centro Studi Investimenti Sociali, è un istituto di ricerca socio-economica, che ogni anno pubblica un Rapporto sullo stato di salute della società italiana. La tv ha confermato la sua centralità nelle famiglie italiane e ha accompagnato il telespettatore verso il mondo digitale. La banda larga ha suscitato una grande adesione e viene considerata un bene primario e non accessorio. Un’ulteriore spinta la riceverà dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Ci sono più schermi che persone

Le uniche voci di spesa in continua crescita nell’ultimo quindicennio sono stati proprio i computer, smart tv e smartphone. Questo è successo anche durante la pandemia. Se gli schermi diffusi ammontano a 5 milioni per nucleo familiare e considerando che la media dei componenti è di 2,5 persone, significa che ci sono più schermi che individui. I numeri dicono che tra i dispositivi elettronici, gli smartphone sono arrivati ad essere 48 milioni, oltre 6 milioni in più rispetto al 2017. Per non parlare delle tv che sono presenti quasi nel 98% delle case italiane, mentre altri sono apparecchi vari con dispositivi connessi alla tv. La stragrande maggioranza, quindi, ha almeno un dispositivo connesso, oltre alla tv.

Restano all’incirca 3 milioni di persone, quasi tutti ultra 65enni, per lo più anziani soli, che non sono collegati, avendo il solo televisore. Il rapporto ha evidenziato che per compiere l’ultimo balzo verso la completa e definitiva connessione, un ruolo cruciale sarà interpretato dal PNRR., di cui sono stati assegnati 6,7 miliardi di euro, affinché entro il 2026 tutta l’Italia potrà essere connessa con reti di altissima qualità. L’intento è il recupero di coloro che sono, attualmente, esclusi e marginali dalla vita digitale. Se il mondo sta andando in questa direzione è giusto che tutti vengano dotati degli strumenti digitali utili alla sopravvivenza in una società di questo tipo.

Ma, se per un attimo socchiudiamo gli occhi e pensiamo di stare in una casa interamente coperta da schermi di ogni tipo, non si è poi così lontani da avvertire una forma di scollegamento dal proprio corpo o dai propri processi mentali. E’ come se si stesse osservando la propria vita dall’esterno e di sentirsi dissociato dall’ambiente circostante. Non è, senz’altro una bella sensazione. Una probabilità concreta o situazione nata da qualche scrittore di distopie? Chissà: un dubbio è meglio porselo!

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