Non pensare troppo, rilassati: fosse facile!

Con i tempi che corrono i pensieri cattivi ci divorano. Dovremmo prendere la vita con più leggerezza ma quando manca il pane è lo stomaco che comanda. E chi dorme più?

Troppi pensieri danneggiano la salute! Un antico motto napoletano recita che quando i pensieri sono in eccesso, soprattutto se focalizzati su un solo punto, non si riesce nemmeno a fare all’amore. La mente dev’essere sgombra e rilassata per raggiungere gli obiettivi. Spesso il pensare troppo viene confuso con ponderazione, attenzione ai dettagli e, invece, può trasformarsi in un “chiodo fisso” che provoca stress ed ansia e non si riesce a prendere nessuna decisione.

In questo caso può essere un limite perché invece di chiarire la situazione, la rende più dubbiosa. E’ come una sorta di “flashback cinematografico”, un’interruzione dell’attualità per compiere un “salto all’indietro” che, a volte, aiuta a chiarire il presente ma se ripetuto diventa un’ossessione di cui è difficile liberarsene. Se fatto con moderazione è un valido aiuto nella valutazione dei rischi ma se diventa ripetitivo si rischia di non agire.

E’ una sorta di “circolo vizioso”, una sequenza di eventi che alimentano l’indecisione. Ogni pensiero sembra quello giusto, idoneo ma, allo stesso tempo azzardato, perché si pensa di assumere la decisione perfetta. Tuttavia la vita di tutti i giorni è composta da eventi che esigono adeguatezza più che perfezione. Quando si pensa sempre allo stesso argomento il cervello è in continua tensione come se fosse pronto ad anticipare un ipotetico sbaglio.

Nel lungo periodo alimenta ansia e insoddisfazione fiaccando l’autostima. La caratteristica di avere troppi pensieri si configura in quelle persone molto meticolose che agiscono con estrema cura, precisione scrupolosa e attenzione minuziosa, talvolta spinta fino alla pignoleria o pedanteria. Nei casi di ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, i pensieri sono come un martellamento continuo.

Nell’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione Iperattività) i pensieri si sovraccaricano rendendo difficile prendere una decisione. Nei casi più gravi molto meglio rivolgersi a qualche specialista competente in materia. Diminuire l’eccesso di pensieri non significa annullare la valutazione di essi. Al contrario è il primo passo utile per scegliere tra valutazione adeguata e ponderare all’infinito, per cui “non si cava un ragno dal buco”.

Con i tempi che corrono è quasi impossibile pensare in maniera positiva

Nella vita quotidiana di ogni persona le scelte si compiono con informazioni adeguate, non eccessive. Secondo la psicologia, sempre pronta ad assurgere a “pronto soccorso del sapere”, bisogna imparare a considerare che le opzioni perfette non fanno parte di questo mondo. Inoltre molte decisioni sono soggette a cambiamenti repentini, un modo per frantumare la serie di dubbi.

Infine essere consapevoli che qualsiasi scelta, pur non essendo la migliore possibile è, comunque, un miglioramento perché alimenta la fiducia in sé stessi. L’importante è scegliere. Spesso è l’atto stesso che aiuta a chiarire l’impasse in cui ci si trova e non il vortice dei pensieri che frullano nella testa. Però senza esagerare, perché la filosofia ci suggerisce “Che terribile pensiero il pensare che si possa vivere senza pensare“.

Come si fa a non pensare a tutti gli obbrobri del mondo, come le guerre in Ucraina e in Medio Oriente, tra le tante che ci sono, purtroppo, nel mondo o a quei poveri cristi che muoiono in mare per sfuggire da conflitti e carestie?

E alla crisi economica, sociale e morale che ci attanaglia? Forse sono proprio questi i pensieri che ci annichiliscono e ci annientano, non quelli ordinari anche se, gli uni, alla resa dei conti, sono legati agli altri.