Sbarca in Italia il raggiro di hacker fasulli che si fingono i pirati di ShinyHunters. Chiedono 2mila dollari in bitcoin, ma è tutto un bluff.
Roma – Un messaggio per farti spaventare. “Ti abbiamo hackerato il telefono, sappiamo che guardi siti per adulti e ti abbiamo ripreso con la webcam: paga 2mila dollari in bitcoin o mandiamo i video a parenti, amici e colleghi”. È la nuova ondata di terrore digitale piombata nelle caselle di posta degli italiani, la prima del suo genere ad affacciarsi nel nostro Paese. A lanciare l’allarme è il Cert-AgID, il centro anti-emergenze informatiche dell’Agenzia per l’Italia Digitale, che ha smascherato una campagna di “sextortion” tanto aggressiva quanto vigliacca. La buona notizia, però, la diciamo subito: è tutta una montatura.
A rendere il ricatto più credibile ci pensa un nome che fa paura. I truffatori, infatti, si spacciano per i ShinyHunters, banda di pirati informatici attiva dal 2019 e famosa in tutto il mondo per aver bucato i sistemi di grandi aziende e rubato montagne di dati. Nella email, scritta col classico copione del genere, sostengono di aver piazzato un virus sui dispositivi della vittima, così da spiare microfono, webcam, cronologia di navigazione e rubrica.
Il testo è una sceneggiata studiata a tavolino: “Abbiamo scoperto che visiti siti per adulti e guardi video espliciti – si legge nel messaggio – ti abbiamo filmato mentre ti dai piacere e con pochi clic possiamo girare tutto ai tuoi contatti”. Poi la stangata: 2.000 dollari in bitcoin su un portafoglio digitale, il tutto entro 48 ore dall’apertura della mail. Un conto alla rovescia pensato per far prendere dal panico e pagare senza pensarci.
Ma c’è un colpo di scena che sgonfia tutto. Gli stessi ShinyHunters hanno negato ogni coinvolgimento: contattati dagli esperti, hanno fatto sapere che quelle email non sono roba loro. Del resto, come nota il Cert-AgID, è strano che una banda capace di attacchi milionari perda tempo a spillare 2mila dollari a testa con la minaccia del video hot. Insomma, sono hacker fasulli che si fingono hacker veri.
E il ricatto? Non ha né capo né coda. Secondo gli analisti di sicurezza non esiste nessun virus, nessuna registrazione, nessun video: solo aria fritta per spaventare. Gli indirizzi email delle vittime, spiegano gli esperti, sarebbero stati pescati da vecchie fughe di dati finite in Rete dopo violazioni a colossi stranieri. E il portafoglio bitcoin indicato nelle email, controllato dai ricercatori, risulta completamente vuoto: nessuno, per ora, ha abboccato.
Il consiglio del Cert-AgID è secco e vale come regola d’oro: ignorare o cancellare subito la mail, non rispondere mai al mittente e soprattutto non pagare un solo centesimo. Perché rispondere significa solo dire ai truffatori che dietro quella casella di posta c’è qualcuno di spaventato. E chi ha paura, si sa, è la preda perfetta.