Caso Orlandi, spunta un flauto tra i reperti del Ris

Lo strumento dovrà essere analizzato per accertare l’eventuale presenza di materiale genetico prima di un’ipotetica connessione con la scomparsa.

Roma – A oltre quarant’anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, risalente al 22 giugno 1983, il caso della cittadina vaticana continua a essere segnato da episodi che riaccendono periodicamente l’attenzione pubblica, senza però che si sia mai giunti a una verità giudiziaria definitiva.

Tra piste internazionali, presunti legami con ambienti criminali della Capitale e ipotesi legate a intrighi vaticani, l’inchiesta ha attraversato negli anni fasi alterne, alimentate anche da nuove testimonianze e da atti resi pubblici nell’ambito di successive indagini parlamentari e giornalistiche.

In questo contesto si inserisce l’ultimo sviluppo: un flauto individuato tra i reperti esaminati dal Ris di Roma, che potrebbe rappresentare un nuovo tassello nell’indagine. A renderlo noto è stato Gianluigi Nuzzi, conduttore del programma Dentro la notizia, che attraverso un video pubblicato sui canali social della trasmissione ha parlato di un nuovo colpo di scena nella vicenda.

Prima di poter valutare un eventuale collegamento dello strumento con la scomparsa di Emanuela, gli inquirenti dovranno sottoporlo ad accertamenti tecnici mirati a stabilirne la natura e a verificare la presenza di eventuale materiale genetico utilizzabile ai fini investigativi. Solo al termine di questa fase sarà possibile capire se il reperto abbia un peso reale nell’inchiesta o se si riveli, come già accaduto in passato per altri elementi emersi nel corso degli anni, privo di rilevanza per la ricostruzione dei fatti.