SEGARE IL TRONCO SU CUI SI E’ SEDUTI, IL PARADOSSO DEI SUSSEX

L’abbiamo vista al matrimonio di Eugenie, indossare un cappotto con l’ultima fila di bottoni aperti che preannunciava una gravidanza. Poi per chiarire che lo scopo era proprio rubare la scena alla principessa.

L’abbiamo vista al matrimonio di Eugenie, indossare un cappotto con l’ultima fila di bottoni aperti che preannunciava una gravidanza. Poi per chiarire che lo scopo era proprio rubare la scena alla principessa.

Due giorni dopo l’abbiamo fotografata con un abito bianco e la pancia tesissima, visto che la gravidanza era ancora allo stadio iniziale. L’abbiamo vista, in vari eventi ufficiali, scostare il soprabito per evidenziare il pancione. L’abbiamo immortalata incorniciare con le mani il ventre, ormai della dimensione di un pallone da basket, nel caso qualcuno avesse potuto dimenticare che lei, e solo lei, Meghan Markle, tra tutte le donne del pianeta, presto sarebbe diventata mamma.

Poi, dopo il parto, è improvvisamente diventata avarissima di scatti. Solo una foto del battesimo in bianco e nero e poi la foto ufficiale. Cinque mesi dopo, davanti a Desmond Tutu, il suo bambino di 5 mesi è stato presentato al mondo.

L’abbiamo vista chiedere privacy a Wimbledon, facendo sgombrare sessanta sedili intorno a lei, e immediatamente dopo cercare le luci della ribalta. L’abbiamo sentita, insieme al marito, chiedere pietà per un pianeta troppo sfruttato e poi prendere serenamente voli e autobus, incluso un andata/ritorno per vedere la partita di Serena Williams.

L’abbiamo osservata attoniti far spostare un’intera flotta di Range Rovers in Africa, con la giustificazione ufficiale che non c’erano in Sudafrica auto abbastanza sicure per la famiglia reale dei Sussex; per poi scoprire che, in tutto questo, c’era un fine commerciale. L’abbiamo vista in innumerevoli occasioni rubare la scena al marito, ma abbiamo sempre più spesso ascoltato il suo scontento attraverso la voce di un irriconoscibilmente rancoroso principe Harry.

Meghan Markle 

La coppia non accetta critiche. Vuole che la stampa realizzi solo articoli favorevoli. Malgrado l’etichetta di modernizzatori della monarchia, attribuito loro dai fans, i Sussex vogliono tornare a una monarchia che sia in grado di filtrare, attraverso una stretta censura, la loro immagine pubblica.

L’orchestrazione delle azioni di Meghan Markle, studiatamente in contrasto con i doveri accettati con il matrimonio di supportare la monarchia e le sue logiche millenarie, sembra quasi il frutto di una scommessa. La posta in gioco è la capacità di Meghan di distruggere la monarchia inglese nel minor numero di mosse possibili.

Per contro, è da tempo che la Regina Elisabetta II mantiene la promessa di servire il popolo, da quando, poco più che ventenne, è precipitata, corona e scettro, sul trono Inglese, alla morte del padre. Tutto talmente improvviso che Elisabetta si dovette presentare alla sua gente, all’uscita dell’aereo che la riportava in patria, senza un abito nero adeguato alla situazione.

In tutti gli anni del suo regno, la sovrana, che ha il primato mondiale di regina più longeva sul trono, ha tenuto la barra dritta mentre intorno a lei impazzavano e impazzano gli scandali degli altri reali.

La vera modernizzatrice è lei, alla testa di un’istituzione il cui significato intrinseco risiede proprio nella tradizione. La regina ha messo fine alle eccessive partecipazioni dei reali ad eventi mondani, ricchi di abiti e gioielli che mal si conciliano con un Paese in crisi. Un paese dilaniato dalla Brexit e in cui una parte della popolazione guarda a Elisabetta come punto fermo identitario.

Un Paese che la duchessa di Sussex sembra non aver interesse a comprendere.

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