I residenti protestano per la pericolosità del tratto stradale in cui è avvenuto l’incidente, soprannominato “l’incrocio della morte”.
Roma – Un drammatico incidente stradale ha spezzato la vita di due ragazzi di 22 anni nella serata di domenica 10 maggio, lungo viale Marconi, nel quadrante sud della Capitale. Lo scontro, avvenuto all’intersezione con via del Valco di San Paolo, ha coinvolto due moto condotte dai giovani, entrambi italiani, deceduti sul colpo a causa della violenza dell’impatto.
Secondo una prima ricostruzione dell’incidente, le due moto si sarebbero scontrate frontalmente o lateralmente proprio al centro dell’incrocio. La forza dell’urto non ha lasciato scampo ai conducenti, rendendo inutili i soccorsi prestati dal personale del 118 giunto sul posto.
Entrambi i mezzi sono stati posti sotto sequestro per essere sottoposti a perizie tecniche che dovranno stabilire la velocità al momento dell’impatto e l’eventuale presenza di guasti meccanici. Gli inquirenti stanno vagliando le testimonianze di alcuni passanti e analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza cittadina.
La morte dei due ragazzi ha riacceso con forza le polemiche sulla sicurezza stradale di viale Marconi, in particolare riguardo allo snodo con via del Valco di San Paolo, già teatro in passato di numerosi incidenti gravi.
Sui social, i membri del gruppo “Comitato contro l’incrocio della morte” hanno lanciato un grido d’allarme rivolto alle istituzioni: “Chiediamo interventi urgenti e concreti su uno dei punti più pericolosi della città”. I residenti denunciano da tempo la scarsa visibilità e l’alta velocità che caratterizzano quel tratto, definendo la tragedia di domenica come l’ultima di una lunga e dolorosa lista che poteva essere evitata con interventi strutturali.