Sanità siciliana, Sinalp: “Serve una riforma strutturale o il sistema rischia il collasso”

Il sindacato denuncia la grave crisi del sistema sanitario regionale: carenza di personale, liste d’attesa, pronto soccorso in difficoltà e Case di Comunità prive di organici.

Il Sinalp Sicilia lancia un nuovo allarme sulle condizioni della sanità pubblica regionale, sostenendo che il sistema sia ormai vicino al collasso e chiedendo una riforma strutturale. Secondo il sindacato, il diritto alla salute, garantito dall’articolo 32 della Costituzione, è sempre più difficile da esercitare a causa di anni di sottofinanziamento, programmazione insufficiente, carenza di personale e riforme che avrebbero progressivamente trasformato la sanità da diritto universale a servizio condizionato dagli equilibri economici.

Il sindacato richiama anche le valutazioni della Fondazione Gimbe, che parla di un “lento ma inesorabile smantellamento del Servizio sanitario nazionale”, attribuito a finanziamenti inadeguati, carenza di personale e scelte organizzative emergenziali. Nel documento vengono inoltre ripercorse le principali riforme del sistema sanitario degli ultimi decenni, dalla riforma Amato del 1992 fino all’introduzione delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità previsti dal Pnrr, ritenute prive di un’adeguata pianificazione del fabbisogno di medici, infermieri e professionisti sanitari.

Secondo il Sinalp, le risorse destinate alla sanità, pur aumentando nominalmente, non sarebbero sufficienti a sostenere l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche, l’innovazione tecnologica e i maggiori costi del personale. Le conseguenze sarebbero liste d’attesa sempre più lunghe e un numero crescente di cittadini costretti a rinunciare alle cure o a ricorrere alla sanità privata.

Per il sindacato, la causa principale delle criticità non risiede nella libera professione dei medici, bensì nella cronica carenza di organici, nel blocco del turnover, nella riduzione delle sedute operatorie e nel limitato utilizzo di ambulatori e diagnostica nelle ore pomeridiane e serali.

Particolare attenzione viene dedicata alle Case di Comunità previste dal Pnrr. Pur riconoscendone il potenziale, il Sinalp sostiene che senza un piano straordinario di assunzioni rischino di trasformarsi in strutture prive del personale necessario per garantire i servizi ai cittadini. Il sindacato evidenzia inoltre le difficoltà degli ospedali siciliani, dove il personale opererebbe oltre i limiti della sostenibilità, mentre molti giovani professionisti scelgono di trasferirsi in altre regioni o all’estero.

Tra gli esempi citati anche il previsto rientro del personale Seus dall’Arnas Civico al servizio di emergenza 118, considerato il segnale di una gestione ancora emergenziale delle risorse umane, che finirebbe per spostare le carenze da un servizio all’altro senza risolverle.

Il Sinalp Sicilia, attraverso il segretario regionale Andrea Monteleone e i delegati regionali Antonio Aserio e Gaetano Bonura, propone un piano straordinario per la sanità siciliana che preveda assunzioni pluriennali di medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale tecnico-amministrativo, l’apertura delle Case di Comunità solo con organici completi, una maggiore integrazione tra ospedali pubblici, medicina territoriale e strutture private accreditate, l’estensione degli orari di attività di sale operatorie e ambulatori con prestazioni aggiuntive volontarie e adeguatamente retribuite, una semplificazione burocratica e investimenti in digitalizzazione, telemedicina e intelligenza artificiale.

Il sindacato chiede infine al Governo regionale, all’Assemblea regionale siciliana e al Governo nazionale l’apertura di un confronto permanente con organizzazioni sindacali, ordini professionali, università e associazioni dei cittadini per definire una riforma condivisa del sistema sanitario. “La sanità siciliana – conclude il Sinalp – non ha più bisogno di annunci o commissariamenti, ma di programmazione, investimenti, personale e scelte coraggiose”.