Prima il taglierino, poi la mannaia: l’orrore in pescheria a Riposto

Giovanni Guarrera, che ha ucciso il fratello minore, ha risposto alle domande del Pm. Il padre 89enne e la figlia della vittima sono rimasti feriti nel tentativo di disarmarlo.

Catania – Ha scoperto di essere diventato l’assassino di suo fratello solo poche ore dopo il delitto, mentre si trovava seduto davanti al magistrato per l’interrogatorio. Giambattista (Giovanni) Guarrera, il pregiudicato di 63 anni arrestato in flagranza dai carabinieri sul lungomare Pantano di Riposto, è stato trasferito nel carcere catanese di Piazza Lanza. L’accusa per lui è di omicidio volontario aggravato. La vittima è il fratello minore, Natale Guarrera, 61 anni, storico commerciante ittico conosciuto da tutti in paese come “Lino”, deceduto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso dell’ospedale di Giarre.

I dettagli che emergono a poche ore dalla tragedia dipingono uno scenario ancora più cruento. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell’Arma della compagnia di Giarre, la violenza è esplosa intorno alle 9:00 all’interno della rivendita di pesce di famiglia. Alla base dell’alterco ci sarebbero state le continue e pressanti richieste di denaro avanzate dall’arrestato, noto in zona come assuntore di sostanze stupefacenti, nei confronti del fratello.

La ricostruzione della Procura di Catania, coordinata dal Pubblico ministero di turno Chiara Milazzo, evidenzia come l’aggressione si sia consumata in due fasi distinte e ravvicinate. Giambattista (Giovanni) Guarrera avrebbe inizialmente estratto un taglierino, colpendo Natale alla gola.

Nonostante la ferita, la vittima ha tentato una fuga disperata fuori dal locale, correndo sul lungomare sotto gli occhi terrorizzati dei passanti. Il 63enne lo ha inseguito impugnando una mannaia, raggiungendolo e colpendolo ripetutamente in varie parti del corpo.

Nel mezzo della furia, un dramma nel dramma: l’anziano padre dei due uomini, che ha 89 anni, e la figlia della vittima si sono lanciati contro l’aggressore nel disperato tentativo di disarmarlo. Entrambi sono rimasti feriti alle mani e sono stati successivamente trasportati in ospedale per le medicazioni.

Giambattista (Giovanni) Guarrera, che è stato prima condotto all’ospedale di Acireale per alcune ferite riportate alla testa durante la colluttazione e poi trasferito in caserma, non si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha però affermato di non ricordare quanto è avvenuto, tanto che avrebbe appreso della morte del fratello solo di fronte al magistrato di turno.

Nelle prossime ore è attesa l’udienza di convalida del fermo davanti al Giudice per le indagini preliminari, che dovrà decidere sulla custodia cautelare in carcere. A fare piena luce sulla dinamica esatta dell’inseguimento e sui ruoli dei presenti saranno le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, già acquisite dai carabinieri, oltre alle testimonianze dei clienti del mercato ittico.

Per la giornata di domani è invece prevista la nomina del medico legale da parte della Procura per l’esecuzione dell’esame autoptico sul corpo di Natale Guarrera, passaggio necessario per stabilire quale dei numerosi fendenti sia stato quello fatale.