Caregiver familiare, la legge accende il dibattito politico

Il disegno di legge sul caregiver familiare alla Camera divide il dibattito politico tra attese, critiche e nuove richieste di intervento.

Roma – Oggi si è tenuta l’assemblea nazionale, in presenza e anche da remoto. Un appuntamento partecipato, con un tema che ha subito preso il centro della scena: il disegno di legge sul riconoscimento della figura del caregiver familiare, ora all’esame della Camera dei deputati.

Il testo, il ddl A.C. 2789, porta la prima firma dell’onorevole Locatelli, Ministro per la Disabilità, ed è sostenuto anche da altri nove ministri. Un segnale politico non da poco, almeno sulla carta.

Nel dibattito è emersa con forza un’attenzione particolare verso la figura della/del caregiver familiare, convivente, che nella pratica quotidiana finisce spesso per coincidere con chi si occupa della casa a tempo pieno, cioè casalinga o casalingo. Una realtà che, dentro le famiglie, non è certo una novità.

E proprio qui il tono si fa più critico. Perché, come sottolineato dall’associazione, non tutto convince.

Non ci soddisfa la ristrettezza del riconoscimento economico previsto e la sua burocratizzazione. Negativo il giudizio sul vincolo ISE a 15.000,00 euro troppo basso ed ingiusto” – dichiara Federica Gasparrini – Presidente Nazionale Obiettivo Famiglia/Federcasalinghe.

Sul tavolo manca anche un pezzo che per molti è tutt’altro che secondario: i contributi pensionistici virtuali. Un’assenza che pesa, anche se il percorso parlamentare è appena iniziato e quindi tutto è ancora in movimento. Insomma, i giochi non sono affatto chiusi.

L’associazione ha già fatto sapere che continuerà a seguire passo dopo passo l’iter del provvedimento, con l’obiettivo di spingere per quei correttivi ritenuti necessari.

Un dato resta sullo sfondo, ma parla da solo: in Italia l’assistenza alle persone fragili è affidata per il 74% alle donne.