Rider picchiato perché non aveva il resto: presi i tre aggressori

A distanza di due mesi e mezzo dal brutale pestaggio dello studente 29enne, i carabinieri hanno chiuso le indagini.

Torino – Ventisette euro. Tanto valeva, per tre persone, la vita di un ragazzo. È questa la cifra che ha scatenato la furia che si è abbattuta su Mohamed Elsisi, 29 anni, studente del Politecnico di Torino e rider di Glovo, pestato a sangue davanti a un portone del centro cittadino, a due passi dalla Mole Antonelliana. Una banconota da 50 euro, un resto che il giovane non aveva in tasca, e una discussione degenerata in pochi istanti in un’aggressione brutale, con tanto di furto della cena che stava consegnando. A distanza di due mesi e mezzo, i carabinieri hanno chiuso il cerchio: tre le persone finite in manette.

I fatti risalgono alla tarda serata del 29 aprile, in via San Massimo. Per Mohamed è l’ultima consegna della giornata: un ordine da appena 19,51 euro. Paga il ristorante, ritira il cibo e raggiunge l’indirizzo. Ad attenderlo, davanti a casa, c’è una ragazza, la cliente. Ma per saldare il conto tira fuori una banconota da 50 euro, mentre il rider ha in tasca solo 23 euro per il resto.

Basta questo. Da un primo tentativo di risolvere contattando il servizio clienti, la discussione precipita. Due uomini si scagliano sul giovane e lo massacrano di calci e pugni, fino a farlo svenire. Poi gli strappano lo zaino termico e portano via il cibo. Un pestaggio selvaggio per una manciata di spiccioli.

Soccorso dai carabinieri del Nucleo Radiomobile, Mohamed viene caricato su un’ambulanza e trasportato all’ospedale Gradenigo, dove i medici gli riscontrano le lesioni dell’aggressione. Da quel momento scattano le indagini dell’Arma, tra riscontri tecnici e testimonianze.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Torino, si chiude nella notte del 7 luglio. I carabinieri della stazione Torino Po Vanchiglia eseguono due ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal gip: finiscono dentro un 38enne di origine marocchina senza fissa dimora e una ragazza di circa 20 anni di Orbassano. Si aggiungono a un terzo complice, già raggiunto da analogo provvedimento il 19 giugno. Per tutti e tre l’accusa è rapina in concorso.

Resta l’immagine di un ragazzo che studiava e lavorava per pochi euro all’ora, ridotto in fin di forze sull’asfalto per il resto di una cena. Un conto che, alla fine, rischiano di pagarlo davvero in tre.