Riapre la caccia tra la rabbia degli ambientalisti e l’ombra del Ddl “sparatutto”

La terza domenica di settembre ha segnato la ripartenza della stagione venatoria. La LAV: “Oltre 400 milioni di animali a rischio sterminio per accontentare un’esigua minoranza”.

Roma – Il silenzio dei boschi e delle campagne italiane è tornato a essere spezzato dal rimbalzo dei colpi di fucile. Da ieri, domenica 20 settembre, la stagione venatoria 2026/2027 si è ufficialmente riaperta su tutto il territorio nazionale. Un appuntamento annuale che la Lega Anti Vivisezione (LAV) bolla senza mezzi termini come il periodo “più devastante per la natura, per la fauna e per i cittadini che risiedono fuori dai centri urbani”.

Al centro del duro atto d’accusa mosso dall’associazione ambientalista vi è la sproporzione tra la platea dei cacciatori e il sentimento della stragrande maggioranza del Paese. A imbracciare le armi saranno circa 400mila cittadini – una quota pari appena allo 0,7% della popolazione -, a fronte di una schiacciante maggioranza di italiani (il 70%, secondo le rilevazioni del rapporto Eurispes) che si dichiara nettamente favorevole all’abolizione della caccia.

Ciononostante, secondo la LAV, l’esecutivo in carica e la maggioranza parlamentare continuano a tutelare gli interessi della lobby venatoria, consentendo il potenziale abbattimento di fino a 400 milioni di animali selvatici e lo sversamento nelle campagne di tonnellate di piombo.

Particolarmente velenosa è la critica indirizzata alle norme di matrice storica che regolano l’accesso ai terreni privati: l’articolo 842 del Codice Civile, risalente al periodo fascista, garantisce infatti ai soli cacciatori la facoltà di fare ingresso impunemente nei fondi altrui non recintati, svuotando di fatto la tutela della proprietà e la tranquillità dei residenti.

Ma l’apertura della stagione di caccia si consuma in un clima politico infuocato. Presso la Commissione Agricoltura della Camera sono infatti ripresi a ritmo serrato i lavori per l’approvazione del discusso Ddl “sparatutto”, la riforma della caccia di cui la maggioranza intende blindare il testo per approdarvi in Aula a novembre. Un provvedimento finito già sotto la lente della Commissione Europea, che nei mesi scorsi ha inviato una lettera di rilievi formali segnalando molteplici profili di illegittimità rispetto alla direttiva “Uccelli”, affiancata dalle perplessità espresse dalla Conferenza delle Regioni.

“Ci troviamo di fronte al governo e alla maggioranza parlamentare più nefasti della storia repubblicana per quanto riguarda la tutela degli animali selvatici – attacca Massimo Vitturi, responsabile LAV Area Animali Selvatici -. Il Ministero dell’Agricoltura ha dettato la linea mentre il Ministero dell’Ambiente è caduto in una totale letargia, arrivando persino a tenere nascosti per mesi i richiami di Bruxelles. La vita di milioni di esseri viventi viene usata come merce di scambio elettorale, col rischio concreto di trascinare l’Italia in onerose procedure d’infrazione le cui sanzioni ricadranno sulle tasche di tutti i contribuenti”.

A fronte di quello che viene definito “un abuso di minoranza che mette a repentaglio la sicurezza pubblica”, la LAV ha formalmente invitato la cittadinanza a monitorare il territorio. L’associazione sollecita a fotografare, filmare e segnalare tempestivamente ai Carabinieri Forestali, alla Polizia Provinciale o tramite la casella di posta bastasparare@lav.it qualsiasi episodio di sopraffazione, violenza o mancato rispetto delle distanze di sicurezza da parte dei cacciatori.