Più di 66mila detenuti, le carceri restano sovraffollate

Il sesto rapporto di Ottorighe rileva 161 istituti oltre la capienza effettiva e 62.628 persone detenute in strutture sovraffollate.

È online il sesto numero del Report mensile sulle carceri italiane, il documento che Ottorighe pubblica ogni mese sui dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e sulle schede di trasparenza del Ministero della Giustizia. Il numero di ottobre 2026 conta 243 pagine e contiene una scheda per ciascuno dei 189 istituti penitenziari per adulti e per ciascuna delle venti regioni. Il download è gratuito.

Il bollettino del DAP al 31 ottobre 2026 registra una capienza regolamentare di 51.283 posti. Il 31 dicembre 2025 erano 51.277: sei posti in più in dieci mesi. Nello stesso periodo le persone detenute sono passate da 63.499 a 66.285, cioè 2.786 in più (più 4,4 per cento).

I posti effettivamente agibili, cioè quelli regolamentari al netto dei non disponibili, sono documentati dalle schede di trasparenza dal giugno 2026: da 46.433 di giugno a 46.459 di ottobre, 26 in più.

Il 29 ottobre, al Salone della Giustizia, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha detto che il governo ha creato «600 posti detentivi in questi giorni» e ha elencato interventi per circa mille posti entro il primo trimestre del 2027: 250 a Livorno, 200 tra Vibo Valentia e Reggio Calabria, 200 tra Alba e Alessandria, 400 a San Vito al Tagliamento. A regime, entro la fine del 2027, ha aggiunto, i posti saranno probabilmente 7-8mila. I prossimi bollettini mensili del DAP mostreranno quanti di questi posti entrano nella capienza regolamentare.

I numeri di ottobre 2026

  • 66.285 detenuti presenti nei 189 istituti per adulti.
  • 51.283 posti regolamentari, dei quali 4.824 non disponibili: il 9,4 per cento della capienza ufficiale è inagibile o comunque non utilizzabile.
  • 46.459 posti realmente disponibili.
  • 129,3 per cento: il tasso di affollamento calcolato sui posti regolamentari.
  • 142,7 per cento: il tasso di affollamento calcolato sui posti realmente disponibili.
  • 161 istituti su 189, cioè l’85,2 per cento, ospitano più detenuti dei posti che hanno davvero.
  • 62.628 persone, cioè il 94,5 per cento della popolazione detenuta, vivono in uno di questi istituti.

Tra settembre e ottobre le persone detenute passano da 66.063 a 66.285: 222 in più. Nello stesso mese i posti agibili salgono da 46.248 a 46.459: 211 in più, perché i posti non disponibili scendono da 5.047 a 4.824 e quelli regolamentari da 51.295 a 51.283.

Dei 223 posti non disponibili in meno, 150 sono nell’istituto di Alessandria “San Michele” (da 216 a 66) e 66 a Reggio Calabria “Panzera” (da 79 a 13). Il tasso di affollamento reale resta praticamente fermo, dal 142,8 al 142,7 per cento, e il DIS scende dal 95,0 al 94,5.

Nelle carceri italiane mancano all’appello 4.824 posti detentivi: sono contati nella capienza ufficiale, ma non si possono usare. È come se fossero stati chiusi quasi otto istituti grandi come Regina Coeli, che di posti regolamentari ne ha 619. Oppure quasi tre come Poggioreale, che ne ha 1.616. Oppure quarantatré come la Giudecca di Venezia, che ne ha 112.

Non sono istituti chiusi: sono posti inagibili distribuiti fra i 189 carceri del Paese. Il confronto serve a dare la misura di quanto pesano. È anche la ragione per cui i due tassi di affollamento non coincidono: quello ufficiale conta quei posti come se fossero disponibili e si ferma al 129,3 per cento; contando soltanto i posti che esistono davvero, si arriva al 142,7.

Le rilevazioni ufficiali misurano l’eccedenza: quante persone ci sono in più rispetto ai posti. Ma il disagio non riguarda soltanto le persone in eccesso. In un istituto con cento posti e centocinquanta presenze, sono centocinquanta le persone che condividono le docce, l’infermeria, le ore d’aria e il personale dimensionati per cento.

Ottorighe misura questo con il DIS, cioè il numero di Detenuti in Istituti Sovraffollati: quante persone vivono, oggi, in un carcere che ha più presenze dei posti disponibili. A ottobre 2026 il DIS è il 94,5 per cento, pari a 62.628 persone.

Va tenuto distinto dal tasso di affollamento. Il tasso di affollamento è un rapporto tra presenze e capienza, e può superare il cento per cento. Il DIS è una quota della popolazione detenuta, e per definizione non può superarlo.

Gli istituti sopra la capienza effettiva scendono da 163 a 161. Escono dall’elenco Reggio Calabria “Panzera”, dove i posti non disponibili passano da 79 a 13 e i posti agibili da 101 a 167 a fronte di 154 presenti, e Alghero “Tomasiello”, dove le presenze scendono da 161 a 150 con 156 posti agibili. Nessun istituto entra nell’elenco.

Il tasso di affollamento calcolato sui posti realmente disponibili, ottobre 2026:

Lucca 232,4 per cento Milano “Francesco Di Cataldo” San Vittore 228,7 per cento Foggia 223,8 per cento Grosseto 206,7 per cento Udine 204,7 per cento Arezzo 204,5 per cento

Il Report riporta il dato, la serie storica degli ultimi tredici mesi e il quadro del personale per ognuno dei 189 istituti.

Il Report utilizza esclusivamente fonti pubbliche: il bollettino mensile del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per presenze e capienza, e le schede di trasparenza dei singoli istituti pubblicate dal Ministero della Giustizia per i posti non disponibili e per gli organici. Le dichiarazioni del ministro Nordio sono riportate dalle cronache del Salone della Giustizia del 29 ottobre 2026. Solo dati pubblici e verificabili. Ogni cifra è verificabile istituto per istituto all’interno del Report.