PONTI E AUTOSTRADE SI SGRETOLANO DA NORD A SUD

Una proposta concreta per evitare disastri con adeguate misure di gestione delle emergenze.

Esattamente un anno prima del crollo del Morandi, il 12 agosto del 2017, in Germania, a Rastatt, nella Valle del Reno, un cedimento di un tratto di ferrovia ha messo in ginocchio l’economia di un bel pezzo d’Europa, a causa del blocco della catena logistica su uno dei corridoi più importanti del continente. Il danno è stato calcolato in oltre 2 miliardi di euro e ha colpito sia le imprese ferroviarie che l’industria manifatturiera, compreso l’export delle nostre imprese.

L’insegnamento tratto da questo gravissimo incidente (sotto il profilo del danno arrecato al sistema economico) è stato oggetto di gruppi di lavoro a livello europeo, uno dei quali, Il GECT Reno Alpi, vede impegnata anche Regione Liguria, e si pone l’obbiettivo di elaborare una strategia di resilienza con la gestione delle emergenze transfrontaliere.

Il crollo del Morandi del 14 agosto 2018 ha trovato impreparato l’intero sistema infrastrutturale che si è concentrato sulla ricostruzione, non ponendosi, fino ad oggi, il tema della gestione dell’emergenza che comprende necessariamente l’analisi e la definizione di percorsi alternativi tali da non compromettere, come è avvenuto a Rastatt e in Liguria, l’economia locale.

Poco più a nord di Genova, a Milano, invece, per iniziativa della Regione Lombardia e del Canton Ticino, una pluralità di soggetti che comprende forze di polizia dei due Stati, organizzazione della Protezione Civile, Politecnico di Milano e Università Svizzera, partendo proprio da questi terribili incidenti e nell’ambito di un progetto interreg Italia–Svizzera, ha deciso di studiare il potenziamento delle capacità congiunte di monitoraggio e la condivisione di flussi informativi tra tutti gli attori coinvolti, al fine di realizzare una gestione altamente efficiente derivante dal rischio di indisponibilità delle infrastrutture critiche dell’area compresa tra le provincie di Como Varese Lecco e il Canton Ticino.

Insomma un metodo di lavoro tutto da imparare proprio alla luce dell’estrema fragilità del nostro territorio e del suo sistema vitale costituito dalla rete infrastrutturale.

 

 

 

I fatti di queste ore ci dicono che è tutto il Nord Ovest a doversi preoccupare della sua fragilità; i cambiamenti climatici hanno modificato il paradigma degli accadimenti generati da turbolenze metereologiche, ciò che accadeva in un tempo lungo oggi si manifesta con violenza in un tempo brevissimo e sottopone a uno stress incredibile tutto ciò che incontra.

Il Nord Ovest esiste ed è realtà proprio per la rete viaria che lo tiene insieme: serve alla logistica, al turismo, al welfare, allo studio, alla ricerca. Il rapporto spazio-tempo-velocità ha comportato modiche negli assetti sociali urbanistici, economici e demografici e ancora ne comporterà, modificando i territori. Come spesso ci ricorda Piero Bassetti, fondatore e presidente di Glocal, ha fatto più urbanistica il Freccia Rossa che i piani urbanistici di molte città.

Siamo dunque ad un bivio: o ci curiamo della rete che ci tiene insieme (e lo stare insieme fa solo bene alle nostre comunità) o siamo irrimediabilmente destinati al declino talché una delle regioni più ricche d’Europa rischia di finire tra le meno sviluppate.

Che fare? La mia proposta è di osservare in modo unitario da questo territorio (il Nord Ovest) i fatti accaduti e che potrebbero ancora accadere, preoccupandosi di predisporre adeguate misure di gestione delle emergenze che possono riguardare infrastrutture critiche (con questo termine si intendono tutte le infrastrutture che assolvono funzioni indispensabili di collegamento tra territori) avvalendosi di tutti quei soggetti, enti e centri di ricerca che possono esprimere le migliori competenze in questo settore. Dunque, tenuto conto che a Torino ha sede l’Autorità per la regolazione dei trasporti, Regione Liguria deve ottenere dal Governo la sede dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa), peraltro istituita con il decreto Genova, e occorre costituire una specifica agenzia interregionale del Nord Ovest concessionaria della rete autostradale delle tre Regioni con sede a Milano.

Un modo pragmatico, di alto profilo tecnico-scientifico, che da autonomia e responsabilità alla macro regione del Nord Ovest sulla rete ferroviaria e stradale che l’attraversa.

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