Parigi, si lancia contro i passanti gridando “Allah Akbar”: un morto e due feriti

L’uomo, un 25enne di origini iraniane, era schedato come “a rischio radicalizzazione” ed era stato arrestato nel 2016 con l’accusa di preparare un attentato. La polizia lo ha fermato: aveva minacciato di farsi esplodere. Prima dell’azione ha girato un video. La vittima è un tedesco; tra i feriti un turista inglese che passeggiava con la moglie e il figlio.

Parigi – Un uomo armato di coltello e di un martello si è lanciato attorno alle 21:45 contro i passanti al grido di “Allah Akbar“, uccidendo un uomo e ferendo altre due persone. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno Gérald Darmanin su X, invitando tutti a tenersi lontano dalla zona. Autore del gesto un 25enne nato in Francia ma di origine iraniana, radicalizzato e già condannato per aver cercato di organizzare altri attentati: avrebbe agito per “vendicare i musulmani uccisi” in Afghanistan e in Palestina. L’uomo è stato arrestato poco dopo l’attacco.

L’attacco mortale a coltellate sul ponte di Bir-Hakeim

Il primo attacco sferrato dall’iraniano, quello mortale, sarebbe avvenuto sul ponte di Bir-Hakeim vicino a quai de Grenelle, nel 15° arrondissement, non lontano dalla Torre Eiffel. La vittima, un tedesco di 24 anni nato nelle Filippine, è stato colpito con una coltellata alla schiena e alla spalla ed è morto a causa di un arresto cardiorespiratorio. Secondo la ricostruzione del ministro dell’interno Darmanin, il terrorista ha ucciso “a coltellate” il giovane tedesco e poi “se l’è presa con la compagna” che si è salvata soltanto “grazie a un tassista che aveva visto la scena”.

Il video dell’arresto (da Twitter)

Un ferito a colpi di martello vicino all’Avenue du President Kennedy, un’altra ferita sotto choc

L’aggressore sarebbe poi fuggito avventandosi sulla seconda vittima vicino all’Avenue du President Kennedy. Secondo una fonte della polizia, la vittima è un turista inglese che stava camminando con la moglie e il figlio quando l’aggressore gli è arrivato alle spalle e lo ha colpito con un martello alla testa; è stato poi soccorso dai vigili del fuoco e non sarebbe in pericolo di vita.  Ci sarebbe infine una terza persona ferita, anche se pare stia bene e sia solo in stato di choc. Il quartiere è stato isolato dalla polizia.

L’aggressore è di origine iraniana ma nato in Francia e radicalizzato

L’aggressore, inseguito dalla polizia, è stato bloccato in Avenue du Parc de Passy grazie a un “taser”, una pistola elettrica immobilizzante. Poco prima aveva detto di nascondere dell’esplosivo sotto il cappotto minacciando di farsi esplodere. L’autore dell’attacco si chiama Armand Rajabpour-Miyandoab, ha 25 anni – è nato nel 1997 a Neuilly-sur-Seine (Hauts-de-Seine) – ed è di origine iraniana.

I genitori iraniani avevano lasciato l’Iran per sfuggire al regime dei mullah e non sono musulmani. Da giovanissimo, Armand si era invece convertito all’islam in Francia, dopo essere stato a contatto di un personaggio molto noto all’ambiente del jihadismo, Maximilien Thibaut, partito a combattere in Iraq e in Siria. 

Armand risulta schedato dai servizi di sicurezza “S”, cioè a rischio radicalizzazione, era stato segnalato con «problemi psichiatrici» ed era stato arrestato nel 2016 con l’accusa di preparare un attentato a La Défense. Condannato a quattro anni di carcere, è stato quindi rilasciato nel 2020 e da allora vive con i suoi genitori a Essonne. Secondo fonti della polizia, avrebbe preso in considerazione l’idea di partire per la Siria.

Il terrorista come appare nel video girato prima dell’azione

Il gesto “per vendicare i musulmani uccisi”: c’è un video prima dell’azione

L’attentatore era stato in contatto, in passato, con i terroristi islamisti degli attentati di Magnanville  (assassinio di una coppia di poliziotti) e di Saint-Etienne-du-Rouvray (parroco sgozzato in chiesa dopo la messa). L’uomo avrebbe giustificato il gesto di ieri dicendo di essere stufo di vedere musulmani uccisi in Afghanistan e in Palestina. Secondo il giornalista specializzato in jihadismo Wassim Nasr, il terrorista aveva giurato fedeltà allo Stato islamico e al califfo Abu Hafs in un video di quasi due minuti girato prima del suo atto. Nel filmato ha affermato di agire per “vendicare i musulmani”: scontento di ciò che stava accadendo a Gaza, sosteneva che la Francia fosse “complice” delle azioni di Israele e voleva morire come martire.

La telefonata di Macron da Doha e le condoglianze del presidente

Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha parlato stasera al telefono da Doha, in Qatar, dove si trova in visita dopo la Cop28, con il ministro Darmanin, per avere informazioni sulla situazione a Parigi dopo l’attentato. Nella notte, il Capo dello Stato ha inviato le sue “condoglianze alla famiglia e ai cari del cittadino tedesco morto”. Nel messaggio pubblicato su X, Macron ha anche ringraziato le “forze di soccorso che hanno permesso di arrestare rapidamente un sospetto”.

Ultimo aggiornamento: 3 dicembre ore 16:45

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
Stampa