Polemica al B&B napoletano: gestore rifiuta turisti israeliani per motivi politici e riceve minacce

Francesco Minisci al centro di una controversia internazionale dopo aver chiesto agli ospiti di chiarire la loro posizione sulle politiche del governo Netanyahu.

Napoli – Una vicenda che intreccia politica, turismo e tensioni internazionali ha coinvolto a Napoli Francesco Minisci, ex consigliere comunale di Rifondazione Comunista e gestore di un bed and breakfast in via Toledo. Minisci ha rifiutato di ospitare una famiglia israeliana, composta da due adulti e un bambino, dopo aver chiesto loro di chiarire la loro posizione sulle politiche del governo Netanyahu e sull’operato militare a Gaza. La vicenda, resa pubblica da un articolo del sito israeliano N12, ha scatenato un’ondata di minacce contro Minisci, che ha sporto denuncia ai carabinieri.

Come riporta il Corriere della Sera, la controversia ha avuto origine due giorni fa, quando una turista israeliana ha contattato il B&B di Minisci tramite la piattaforma Booking per prenotare un soggiorno. In risposta, Minisci le ha inviato un messaggio: “Cara signora, sono disposto ad accettare la sua venuta a braccia aperte, ma devo sapere se le persone da ospitare hanno partecipato alle azioni militari a Gaza oppure sostengono le politiche criminali del governo Netanyahu. Se così fosse non sono disposto ad ospitarvi, perché vi riterrei persone sgradite. Al contrario, poiché amo Israele, non avrei alcuna perplessità. Nel primo caso avrete restituito il costo della camera. La prego di rispondermi. Grazie”.

Non ricevendo risposta, Minisci ha provveduto a restituire circa 700 euro alla famiglia, annullando la prenotazione. La turista, tuttavia, ha segnalato l’episodio al popolare sito di informazione israeliano N12, che ha pubblicato un articolo sulla vicenda, scatenando una reazione violenta: Minisci ha ricevuto una serie di telefonate moleste da un numero israeliano, accompagnate da minacce esplicite. Il chiamante avrebbe inviato link all’articolo di N12, immagini delle vittime degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e riferimenti a una “lista nera”, minacciando ritorsioni personali e professionali, incluso il rischio di perdere il lavoro. Minisci, esasperato, ha bloccato il numero e ha denunciato l’accaduto ai carabinieri.

Minisci ha poi chiarito ulteriormente la sua posizione: “Non discrimino gli israeliani in quanto tali, né tantomeno gli ebrei. In Israele c’è una buona percentuale di persone contrarie al governo e alle pratiche di genocidio che esso sta perpetrando”. Secondo Minisci, la sua richiesta di una “presa di distanza” dalle operazioni militari a Gaza è un atto di responsabilità etica: “Di fronte all’orrore, ognuno è chiamato a fare la sua parte. I medici hanno digiunato, io ho chiesto ai miei ospiti di esplicitare che non abbiano partecipato alle operazioni a Gaza o sostenuto un governo che, a mio avviso, sta portando avanti un genocidio”.

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