Tragedia sul lavoro a San Vito Lo Capo: due vite spezzate in pochi minuti. Ipotesi gas tossici, ma sulle cause resta il giallo.
Trapani – È una tragedia dentro la tragedia quella che ha sconvolto San Vito Lo Capo, la perla del Trapanese presa d’assalto dai turisti di mezza Italia. Nella mattinata di giovedì 13 agosto, dentro il depuratore comunale della Tonnara del Secco, in contrada Sauci, due uomini hanno perso la vita a pochi minuti l’uno dall’altro: prima l’operaio Davide Anselmo, poi Francesco Bulgarella, 58 anni, il soccorritore del 118 accorso per strapparlo alla morte e rimasto lui stesso ucciso mentre gli praticava il massaggio cardiaco. Un destino beffardo e crudele, che ha portato via non solo un lavoratore, ma anche chi si era precipitato per salvarlo.
Il dramma si è consumato nel giro di pochi istanti. Anselmo, dipendente della ditta che gestisce l’impianto, era sceso a effettuare una verifica quando ha accusato un malore improvviso, accasciandosi al suolo. A portarlo in superficie sono stati i vigili del fuoco, mentre sul posto si scatenava una corsa disperata contro il tempo.
Quando i sanitari del 118 sono arrivati, hanno subito avviato le manovre di rianimazione. Ma proprio durante il soccorso, uno dei due operatori, Francesco Bulgarella, si è a sua volta sentito male ed è morto. Inutile ogni tentativo di rianimare le due vittime. Nel luogo dell’incidente sarebbe intervenuta anche una dottoressa in servizio alla guardia medica.
Le prime ricostruzioni puntano il dito contro le esalazioni provenienti dall’impianto, i gas tossici che possono accumularsi negli ambienti confinati degli impianti di depurazione, dove basta un respiro per uccidere. Ma la prudenza è d’obbligo: gli investigatori non considerano ancora accertata questa pista. Quella mattina, nella zona, faceva molto caldo, e anche questo fattore sarà valutato. Saranno gli accertamenti tecnici e medico-legali a stabilire se le due morti abbiano avuto la stessa causa.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, affiancati dagli ispettori dello Spresal, il servizio per la sicurezza sul lavoro dell’Azienda sanitaria provinciale. E c’è un dettaglio che pesa come un macigno: lo stesso depuratore, nel 2016, era finito sotto sequestro preventivo della Capitaneria di porto, nell’ambito di un’inchiesta per presunto inquinamento delle acque. L’impianto, installato nel 2010, secondo quelle indagini non sarebbe mai stato collaudato, e l’Arpa aveva più volte certificato anomalie al sistema.
Il mondo del soccorso è sotto shock. “Una tragedia che ci lascia sconvolti e attoniti. La Seus è a lutto”, ha dichiarato Riccardo Castro, presidente della Sicilia emergenza-urgenza sanitaria, ricordando “lo spirito di sacrificio che ogni giorno contraddistingue tutti gli addetti dell’emergenza-urgenza 118 in Sicilia”. Parole di cordoglio anche da Fabio Genco, direttore della centrale operativa di Palermo-Trapani: “Un lutto che colpisce al cuore la grande famiglia del 118 siciliano”.