Dal 28 settembre prezzi bloccati nei distributori Enilive: 1,99 euro la benzina, 2,19 il gasolio. Fino a 11 euro in meno a pieno, ma i benzinai insorgono: “Concorrenza sleale”.
Roma – Fare il pieno senza sentirsi svenire alla cassa: da lunedì, per milioni di automobilisti, potrebbe tornare possibile. Eni ha deciso di mettere un tetto al prezzo di benzina e gasolio venduti nei suoi distributori, in un momento in cui i cartelli alla pompa hanno toccato cifre da capogiro. Una mossa “di solidarietà al Paese”, la definisce il colosso energetico a controllo pubblico, che arriva proprio mentre lo Stato taglia una fetta dello sconto sulle accise e le famiglie fanno i conti con rincari che in pochi mesi hanno bruciato decine di euro a ogni rifornimento.
Il meccanismo è semplice. Dal 28 settembre, e per una prima fase di 30 giorni, nei punti vendita a marchio Enilive la benzina non potrà superare 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19 euro. Non è un prezzo fisso, ma un limite massimo: chi trova la pompa più conveniente pagherà anche meno, ma nessuno, in quella rete, dovrà sborsare di più. L’azienda valuta di prolungare la misura fino a fine anno, in base all’andamento dei mercati.
Quanto si risparmia davvero? Il 25 settembre la media nazionale del self service, secondo il Ministero delle Imprese, era di 2,154 euro per la benzina e 2,338 euro per il gasolio. Rispetto a quei valori, il tetto taglia oltre 16 centesimi al litro sulla verde e quasi 15 sul diesel. Tradotto in soldi veri, secondo il Codacons il risparmio arriva a 11,2 euro su un pieno di benzina e a 10,4 euro su uno di gasolio.
Il salvagente Eni arriva nel giorno peggiore. Proprio dal 26 settembre lo sconto sulle accise sul gasolio è stato dimezzato: l’agevolazione scende da dieci a cinque centesimi al litro, un rincaro che da solo pesa oltre 3 euro su un pieno da 50 litri. E il conto degli ultimi mesi è impietoso: la Cgia ha calcolato che dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran la benzina è salita del 29% e il diesel addirittura del 36%.
Attenzione però a un dettaglio che cambia tutto: il tetto non vale per tutti. La misura riguarda soltanto i carburanti commercializzati da Enilive e non tocca gli altri marchi né l’intera rete italiana. Da lunedì, insomma, conviene guardare bene i prezzi esposti, perché un distributore concorrente potrebbe comunque risultare più economico.
Il gesto ha spaccato il fronte. Palazzo Chigi ha ringraziato Eni per “un lodevole atto di attenzione all’Italia”, e le associazioni dei consumatori parlano di “notizia positiva in una valle di lacrime”, chiedendo che altri marchi seguano l’esempio. Ma i gestori delle pompe insorgono e temono una concorrenza sleale da parte di un gigante a controllo pubblico. E c’è chi, come Michele Marsiglia di Federpetroli, avverte che non tutti possono permettersi uno sconto simile: se la crisi in Medio Oriente peggiora, il barile può volare fino a 140 dollari, spingendo il carburante verso la soglia psicologica dei 3 euro al litro.
Per ora, da lunedì, il pieno costa un po’ meno. Ma solo in una parte dei distributori, e solo per trenta giorni.