Muore a 17 anni dopo un intervento alla tibia: otto indagati

Sotto inchiesta sette medici e un’infermiera. L’autopsia dovrà chiarire le esatte cause del decesso dello studente pugliese.

Bari – La Procura ha iscritto nel registro degli indagati otto operatori sanitari in relazione alla morte di un ragazzo di 17 anni, studente di un istituto tecnico locale, deceduto tra il 13 e il 14 aprile all’ospedale San Paolo. Il giovane era stato ricoverato per una frattura alla tibia riportata in un incidente stradale, ma quella che doveva essere una comune operazione ortopedica si è trasformata in un dramma che ha sconvolto la comunità barese.

Il pubblico ministero Isabella Ginefra, che coordina le indagini nate dall’esposto presentato dai familiari della vittima, ha formalizzato le accuse per permettere lo svolgimento degli accertamenti tecnici necessari. L’ipotesi di reato formulata è quella di omicidio colposo.

Il provvedimento è stato notificato a otto persone che hanno avuto in cura l’adolescente durante la degenza e i due interventi chirurgici a cui è stato sottoposto. Si tratta di un’infermiera facente parte dell’equipe presente in sala operatoria e di sette medici, nello specifico cinque ortopedici e due anestesisti.

La Procura ha specificato che l’iscrizione è un atto dovuto, finalizzato a consentire ai sanitari di nominare consulenti di parte per partecipare all’autopsia, esame irripetibile fondamentale per la difesa. Il decesso appare al momento avvolto nel mistero. Secondo le prime informazioni, il 17enne era un ragazzo sano e non soffriva di patologie pregresse note.