Milàn l’è un gran Milàn

Il capoluogo lombardo è il più caro. A Napoli e Catanzaro si spende molto meno per vivere. Il Pil si attesta a 33.400 euro al Nord, 18.500 al Sud.

Madonna quant’è cara Milano! Il capoluogo lombardo è la città italiana dove la vita è più costosa. E’ quanto afferma l’ISTAT, l’istituto di statistica nazionale, che continua a dare i numeri… Non nel senso che sia fuori di testa, né ama il gioco a lotto, ma perché è nel suo DNA. Ebbene la città meneghina, cosmopolita e dal respiro europeo (come cantava Lucio Dalla in un brano del ’79) è considerata una delle capitali mondiali della moda e del design, portatrice di nuovi stimoli e tendenze.

È anche un polo finanziario strategico di livello internazionale, tanto che qui ha sede la Borsa Italiana. Per anni ammantata dal mito di essere la “capitale morale” dell’Italia, poi sfatato dall’alto livello di corruzione che serpeggia nei grattacieli e nei palazzi della politica cittadina. Come hanno confermato, tra i tanti, lo scandalo di “Mani Pulite” del 1992 e quello più recente dell’”Urbanistica” in cui sono stati accusati non solo i costruttori e i progettisti, ma anche funzionari dell’Amministrazione comunale.

La metropoli è salita agli onori della cronaca anche per essere la città più cara d’Italia. In un immaginario itinerario del “risparmio” ci si potrebbe fermare ad Ancona per consumare un panino del costo di 2,7 euro, mentre a Milano circa 6. Per chi ha voglia di farsi un restyling per essere sottoposto a trattamenti e servizi per modificare, migliorare, mantenere e proteggere l’aspetto estetico dei capelli (per gli uomini anche della barba), conviene farsi un giro a Bari. Solo per la stiratura meglio Milano.

Questa sorta di classifica è stata stilata da Codacons, un’associazione a tutela degli interessi collettivi dei consumatori. Per la spesa alimentare la più parsimoniosa è Catanzaro, mentre al polo opposto c’è Bolzano. In media la città meno cara è Napoli. Se si guarda la spesa di alcuni beni e servizi, quali ortofrutta, alimentari, dentista, acconciatore, tintoria, cura degli animali domestici, a Milano si spendono 600 euro, ben il 62% in più rispetto a Napoli. Le città più sobrie sono, invece, oltre a quella partenopea, Palermo e Catanzaro.

Per i prodotti solo alimentari le città più a buon mercato sono Catanzaro, Napoli e Bari, al contrario di Bolzano che è quella più costosa. Un trattamento odontoiatrico comune costa quasi un occhio della testa, 176 euro ad Aosta, a Napoli ce la si fa con 70. 100 euro di differenza non sono proprio pochi, in questo periodo di vacche magre!

Codacons si distingue per la sua esclusiva finalità, ossia di tutelare con ogni mezzo legittimo, ed in particolare con il ricorso allo strumento giudiziario, i diritti e gli interessi di consumatori ed utenti. Inoltre fa parte del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU), nonché di numerose commissioni consultive della Pubblica Amministrazione.

Cara si ma è sempre una gran bella città

Anche in quest’indagine si è confermata un’Italia a due velocità. Nel senso che nelle regioni del Nord la vita è più costosa perché si produce e si guadagna di più e, anche, il “paniere” della spesa si adegua alla tendenza. Basta osservare la ricchezza nazionale prodotta, il famoso Prodotto Interno Lordo (PIL), che, secondo gli ultimi dati disponibili, è di 33.400 euro al Nord, 18.500 al Sud, per rendersi conto della disparità non solo nella spesa a consumo.

Comunque su numeri di questo tipo meglio andarci cauti, in quanto non viene segnalata l’incidenza dell’economia sommersa e del lavoro in nero in vaste aree meridionali sulla ricchezza prodotta. Come recita un motto napoletano “cosa ci vuole un’arca di scienza?” (non è necessaria una grande capacità) per giungere a questi risultati. Ma, si sa, i numeri sono numeri.