Meglio sobri che sbronzi

Oggi i giovani sembrano molto attenti al benessere psicofisico, all’aspetto economico e appaiono più stimolati dai prodotti di qualità. Durerà?

La Generazione Z (i nati tra la seconda metà degli anni ’90 e il primo decennio del nuovo millennio) sembra essere l’oggetto prediletto della ricerca sociale. Le ricerche, analisi, studi su di essa sono state numerose come non mai, al punto che è stata vivisezionata in tutte le sue sfaccettature.

L’ultimo attributo cucitole addosso è “sobrietà”, nel senso che si è passati dall’esaltazione della sbornia come modello della generazione precedente, alla consapevolezza degli effetti negativi dei suoi postumi. Quindi meno feste nei locali per fare bisboccia ma ricerca dell’intimità nel proprio alloggio. Al bando la smodatezza a favore di una socialità più raccolta.

Secondo una ricerca di Schweppes, noto marchio di bevande analcoliche, oltre il 50% degli under 30 del campione analizzato ha ridotto di propria volontà il consumo di alcolici. Il motivo più importante è per essere lucidi e controllati mentre tra i Millennials (i nati tra il 1981 e il 1996) la quota scende al 21%. La sbornia perde, quindi, la patina di venerazione di cui era avvolta e per la quale si era disposti a tutto pur di metterla in pratica.

Mentre ora si pensa che sia tutta energia investita male e sprecata. Ecco che si è sviluppato un nuovo modo di bere con moderazione per riflettere sul proprio rapporto con l’alcol, scegliendo di farlo in modo consapevole, senza per forza avere problemi di dipendenza. Oppure optare per cocktail analcolici o a base di frutta. Si sta affermando una sorta di mutevolezza del bere, ossia si è passati dal consumo di un drink alcolico ad uno analcolico. Un modo per rendere meno forzata la scelta.

Oltre alla modalità del bere è cambiata l’idea stessa della festa. Non conta più bere fino a sfinirsi, ma la qualità della musica e dell’atmosfera che si viene a creare. Non vuol dire che si sta affermando una mentalità da orsoline, né che il nuovo atteggiamento sia il frutto di una concezione del vivere sano. I ragazzi sono alla ricerca di spazi più intimi, per questo si è diradata la frequenza dei locali, preferendo le mura domestiche.

Infatti il 56% degli under 30 ha indicato la preferenza per la vita in casa e una socialità protetta e intima, mentre il 36% ha dichiarato di preferire le feste nei locali o all’aperto. L’aspetto più interessante di questo cambiamento è che l’alloggio diventa il luogo da allestire come il proprio pub privato, intimo. Si cerca di trasformarsi in improvvisati barman nella scelta degli ingredienti e bicchieri più adatti.

I giovani sembrano orientati verso la sobrietà e stili di vita più sani

L’elemento decorativo risente delle tendenze che si diffondono sui social, come l’arte di apparecchiare la tavola e l’angolo bar, il taglio e la disposizione degli ingredienti. Sembra una connotazione banale ma rivela, al contrario, il desiderio di protezione, lentezza, per evitare il caos sociale a favore di rapporti più semplici. L’autenticità, infatti, è una delle peculiarità che più stimola la Generazione Z, associata ad una possibile relazione elettrizzante.

I giovani sembrano molto attenti al benessere psicofisico, all’aspetto economico e stimolati dai prodotti di qualità. Ed ecco che è tutto un profluvio di drink analcolici, pensati e preparati per ricreare l’atmosfera di quelli alcolici. Quindi bere nel rispetto di una sua ritualità senza subirne gli effetti della sbornia tradizionale.

L’attendibilità di una ricerca di questo tipo è aleatoria, in quando il sospetto che sia stata effettuata per alimentare la vendita dei prodotti analcolici è forte. A prescindere da questo non si è mai compreso il motivo per cui si debba eccedere nel bere durante le varie movidas nelle nostre città, con tanti giovani che si riducono ad una mandria di zombi.

Meglio un po’ di sobrietà, che ne dite?