La premier rassicura: nessun uso extra delle basi americane. Intanto il Regno Unito annuncia l’invio di quattro jet Typhoon in Qatar ed elicotteri anti-drone a Cipro.
Roma – “Non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra.” Lo ha detto chiaramente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo a RTL 102.5, mentre la crisi in Medio Oriente continua ad aggravarsi. Una posizione netta, pronunciata in un momento in cui l’Italia è chiamata a definire il proprio ruolo nella risposta occidentale agli attacchi iraniani.
Sul fronte diplomatico, Meloni ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese Emmanuel Macron, concordato anche con il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis su iniziativa dell’Eliseo. I tre leader hanno deciso di coordinare l’invio di risorse militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale, con l’obiettivo di garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso. I due capi di governo hanno inoltre ribadito il sostegno alle nazioni del Golfo colpite dagli attacchi iraniani e l’impegno comune a scongiurare un’ulteriore escalation militare in Libano.
Uno dei temi più delicati riguarda le basi militari statunitensi presenti sul territorio italiano. Meloni ha chiarito che gli accordi bilaterali in vigore dal 1954, regolarmente aggiornati, prevedono autorizzazioni tecniche per operazioni logistiche e non cinetiche. Qualsiasi richiesta americana che andasse oltre questi limiti richiederebbe, secondo la premier, una decisione del governo da prendere insieme al Parlamento. “A oggi non abbiamo nessuna richiesta in questo senso”, ha precisato.
Meloni ha annunciato l’intenzione di inviare aiuti di difesa aerea ai Paesi del Golfo, motivando la scelta non solo con ragioni di alleanza, ma anche con la presenza di decine di migliaia di cittadini italiani e circa 2.000 militari nella regione. Ha inoltre sottolineato l’importanza strategica del Golfo per l’approvvigionamento energetico dell’Italia e dell’Europa e ha espresso preoccupazione per quella che ha definito “la reazione scomposta dell’Iran”, che sta bombardando i Paesi vicini con un rischio di escalation dalle conseguenze imprevedibili.
Sul fronte britannico, il premier Keir Starmer ha annunciato l’invio di quattro jet Typhoon aggiuntivi in Qatar e di elicotteri Wildcat con capacità anti-drone a Cipro. Londra ha inoltre schierato la nave HMS Dragon nel Mediterraneo e ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare le basi britanniche per operazioni difensive volte a neutralizzare i missili iraniani prima del lancio.