Fatture false, usato un regime fiscale agevolato destinato ai venditori porta a porta, con un’aliquota del 18% invece del 43%.
Barletta – l Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) di Trani ha emesso un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare per due persone già indagate per reati tributari in forma associata. Il provvedimento, richiesto dalla Procura della Repubblica, ha portato all’arresto di un commercialista e al sequestro di beni, nell’ambito di un’inchiesta che aveva già visto un maxi sequestro di oltre 350 milioni di euro.
I Finanzieri del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani hanno eseguito gli arresti domiciliari nei confronti degli indagati, che, nonostante fossero già sottoposti a misure interdittive, hanno continuato a gestire le società coinvolte, eludendo i controlli dell’amministrazione giudiziaria.
Le indagini, condotte anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno rivelato che la società in questione ha emesso e utilizzato fatture false per operazioni inesistenti nel 2023 per un valore di oltre 4 milioni di euro. Gli amministratori di fatto dell’azienda hanno inoltre generato fatture false per circa 13,7 milioni di euro, sfruttando un regime fiscale agevolato destinato ai venditori porta a porta, con un’aliquota del 18% invece del 43%.
Il principale destinatario della misura cautelare è il commercialista della società, ritenuto il promotore del sistema fraudolento. L’operazione rientra in un’ampia azione della Guardia di Finanza contro l’evasione fiscale e i reati economico-finanziari, confermando la pericolosità dei circuiti di fatturazione fittizia che alterano la concorrenza e danneggiano il sistema tributario nazionale.