L’AFFAIRE RUBATTINO: CHI HA INTASCATO I SOLDI DEL QUARTIERE?

Nell’aprile 2011 è stata sottoscritta una variante all’originario accordo di programma tra Comune di Milano, Regione Lombardia, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con l’adesione della Società Rubattino '87 e del Gruppo Camozzi.

Milano – La battaglia ormai va avanti da più di venti ‘anni, ma nonostante ciò la riqualificazione del quartiere Rubattino non è mai stata completata. Eppure i primi piani per la riconversione dell’ex zona industriale Innocenti risalgono al 1996, quando l’amministrazione comunale era guidata da Marco Formentini. Malgrado la vetustà delle buone intenzioni il sobborgo milanese a quasi 25 anni dalla delibera del PRU (Progetto di riqualificazione urbana), è ancora sprovvisto di servizi essenziali in grado di sopperire alle necessità dei residenti.  Ma facciamo un passo indietro.

Nel dicembre 1997 viene sottoscritto tra Comune di Milano, Regione Lombardia e ministero dei Lavori Pubblici il programma di Riqualificazione Urbana relativo alle aree tra le vie Rubattino-Pitteri-Crespi. Il PRU viene concepito in due fasi: una incentrata sulla riqualifica abitativa, l’altra volta alla creazione di servizi per i residenti. Nell’idea iniziale c’era anche la volontà di rivitalizzare la zona attraverso la creazione di un polo universitario che sarebbe dovuto sorgere proprio dalle ceneri del sito industriale “Innocenti-Maserati”. Inoltre era stato progettato anche uno spazio aggregativo che avrebbe dovuto integrare attività di piccolo artigianato e sportelli pubblici. Un ruolo centrale nel progetto iniziale veniva ricoperto dal “Palazzo di Cristallo” (di 22 mila metri quadri), che stando alle direttive del 2000 doveva essere adibito ad attività ricreative, di cultura e spettacolo. Ma di tutto questo poco o nulla è stato realizzato.

l’ex sito industriale Innocenti

“…Obiettivo del programma – si legge nei documenti dell’ufficio tecnico – è la riqualificazione dell’ex complesso industriale “Innocenti – Maserati” attraverso la realizzazione di un nuovo quartiere per l’insediamento di funzioni prevalentemente residenziali e di funzioni compatibili con la residenza, integrato con il sistema del verde e degli spazi pubblici, e mantenimento di quote di attività produttive, in continuità ed a testimonianza della vocazione industriale dell’area, corroborate da ulteriori quote di terziario/direzionale. Il Programma si sviluppa su un arco temporale di dieci anni, articolato in due Fasi Attuative di quattro e sei anni. La relativa convenzione tra Comune di Milano e soggetto attuatore verrà sottoscritta il 29 settembre 1998…”.

Nell’aprile 2011 viene sottoscritta una variante all’originario accordo di programma tra Comune di Milano, Regione Lombardia, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con l’adesione della Società Rubattino ’87 e del Gruppo Camozzi. A quest’ultimo viene conferita la proprietà del complesso industriale INNSE, collocato al confine tra Segrate e Milano, con impegno al rilancio dell’attività produttiva e riqualificazione architettonico-funzionale del capannone industriale e dell’annessa palazzina adibita a uffici. La variante prevede, tra l’altro, la realizzazione di un quartiere residenziale nell’area più ad est del PRU, l’inserimento di quote di produttività nel settore terziario e commerciale, la creazione di un polo scolastico elementare e media, la conferma della Grande Funzione Urbana nell’ambito del cd “Palazzo di Cristallo” e la creazione di ulteriori circa 200.00 metri quadri di verde a completamento del Grande Parco Urbano. Di queste opere, eccezion fatta per i complessi abitativi, però non è stata realizzata che la minima parte. Lo scheletro del Palazzo di Cristallo, interdetto al pubblico perché pericolante, svetta ancora sopra i tetti del quartiere. Le scuole medie non sono mai state realizzate e anche il poliambulatorio è rimasto lettera morta.

Piazza dei Vigili del Fuoco, la porta del quartiere

Con il trascorrere del tempo le presunte omissioni della società Rubattino 87 diventano sempre più evidenti e anche da Palazzo Marino cominciano ad arrivare i primi richiami. In una nota ufficiale il comune va giù duro con la società:“…Negli anni 2012 – 2013 la Società Rubattino ’87 presenterà una proposta di Programma Integrato di Intervento relativa alla Seconda Fase Attuativa. La proposta, che risulterà largamente incompleta nonostante le sollecitazioni dell’Amministrazione Comunale, non sarà mai integrata e resterà inattuata…”. Nonostante le note dell’ente locale nel quartiere continua la cementificazione mentre le pubblicità delle agenzie immobiliari deturpano il panorama e la vita dei residenti che, senza servizi, ruota intorno alle due uniche realtà commerciali, Media Word ed Esselunga.

Perché nessuno sino ad oggi è stato in grado di far rispettare gli accordi presi dalla società di costruzioni?

“…Progetto di riqualificazione urbana della zona Rubattino doveva essere un fiore all’occhiello per Milano – spiega Giovanna Tedesco, ex consigliere del III Municipio I lavori della prima fase dovevano concludersi nel 2004, invece sono andati avanti fino al 2011. Nel 2002 erano pronti solamente due palazzi, ambedue di proprietà di cooperative. La Rubattino 87 si sarebbe dovuta occupare interamente del progetto, dalle abitazioni fino ai servizi, passando per gli impianti aggregativi. In realtà hanno fatto solamente una grande operazione economico finanziaria. In tutte le grandi città prima di costruire le abitazioni si progettano i servizi per i residenti, in questo caso è stato fatto il contrario. Dopo aver costruito le abitazioni, la società è venuta meno agli accordi. Nel Palazzo di Cristallo erano state progettate piscine, scuole, cinema e teatri ma ciò non è avvenuto. Probabilmente hanno pensato che l’investimento fosse troppo rischioso quindi hanno lasciato tutto intonso. Non solo, la costruzione di alcuni dei palazzi limitrofi al parco della Lambretta, come Gallo 3 ,Grifoni 3 e Basso Imberti, erano subordinati alla ristrutturazione del Palazzo di Cristallo ma nonostante questo limite hanno comunque ottenuto la licenza da parte del Municipio venendo meno all’accordo preso. In realtà l’idea della Rubattino era quella di modificare la metratura dell’ex complesso industriale per rimodulare il loro impegno. Alla fine, sono riusciti a massimizzare il loro investimento…”.

Lo stato dell’ex mensa del complesso industriale

Dove sono finiti i soldi necessari per la ristrutturazione del quartiere? Per quanto tempo ancora le famiglie di Rubattino dovranno fare a meno di scuole, strutture mediche e spazi aggregativi? Le periferie non hanno forse gli stessi diritti di chi abita in centro? E soprattutto, chi ha intascato i soldi per la ristrutturazione mai avvenuta del Palazzo di Cristallo?

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