La “spinta” per far diventare virale un video

Il social network TikTok è in cima alle classifiche di gradimento. Ma come utilizzarlo al meglio? Quali le mosse per sfruttare appieno le sue potenzialità? Ci sono vari consigli utili allo scopo.

Roma – C’è un social che sta entusiasmando tutti, grandi e piccini, e riscuotendo un grande successo. Si tratta di TikTok e, soprattutto i più giovani lo utilizzano per cercare di diventare “influencer”. Ovvero un personaggio popolare in grado di sedurre l’opinione pubblica su un determinato argomento. In pratica, come guadagnare un sacco di soldi senza tanti sforzi fisici. Beh, è il sogno dell’italiano medio: minimo sforzo, massimo risultato! Sui motori di ricerca circolano vari consigli per raggiungere l’obiettivo.

Innanzitutto è fondamentale che il video diventi virale, ossia spopoli sul Web con un gran numero di follower, quegli utenti che manifestano l’ardire di seguire un altro iscritto, da cui si ricevono contenuti e aggiornamenti. Per fare carriera, si consiglia di cominciare dalla partecipazione alle challenge, viste da molti utenti. Si tratta di sfide a cui bisogna mostrare massima attenzione, perché alcune sono pericolose, fino alla morte. Per accelerare il processo di diffusione del video, si possono acquistare like (condivisioni di contenuti) mirati, dal costo contenuto e, in questo modo, si possono ottenere più visualizzazioni. L’effetto sorpresa sul pubblico, conta, eccome. Quindi, mostrare video che manifestino originalità.

I like si possono anche acquistare.

Altro fattore decisivo è la simpatia, in quanto TikTok è un social che ama la presa in giro bonaria. Infine bisogna utilizzare gli hashtag appropriati (una sorta di etichetta su un argomento d’interesse) perché aiutano ad aumentare la visibilità. Per farlo si dà una sbirciatina sui profili più diffusi, si carpiscono gli hastag presenti nei video, facendo massima attenzione che siano coerenti coi propri. Di recente, il management di TikTok ha candidamente dichiarato a Forbes, bisettimanale statunitense di economia, che alcuni suoi dipendenti possono far diventare virali dei video anziché altri. In un reportage pubblicato sulla rivista, si è fatto riferimento a un particolare pulsante utilizzato per aiutare determinati video ad essere visualizzati. L’azienda ha confermato che la crescita delle visualizzazioni non è l’unico motivo per cui si decide di puntare su un video.

Vengono promossi, anche, video per diversificare l’esperienza degli utenti. Secondo l’azienda, questi interventi non avvengono con frequenza, ma nella misura dello 0,002%. Tuttavia, Forbes parla di dati ben più corposi, tra l’1 e il 2% delle visualizzazioni totali. La mancanza di trasparenza è, purtroppo, confermata, dal fatto che i video più visualizzati promossi dalla piattaforma, non hanno alcuna indicazione esplicita come accade con quelli pubblicitari, ma sembrano uguali ad altri filmati che vengono diramati dall’algoritmo in maniera automatica. L’aspetto inquietante è proprio questo. Già nel recente passato si è assistito all’intrusione selvaggia dei social in situazioni delicate per i destini politici di alcuni Paesi.

Donald Trump ha beneficiato dei social per la sua elezione.

Sono state acclarate, ormai, che, ad esempio, nelle elezioni presidenziali del 2016 negli USA, le interferenze russe sui sociali statunitensi avrebbero favorito la vittoria di Donald Trump, con determinate campagne di disinformazione. Strumenti di controllo di massa dell’opinione pubblica ci sono sempre stati e, forse, non smetteranno mai di esistere. Però così sofisticati e subdoli come quelli che circolano sui social, forse nemmeno nella più fervida immaginazione di qualche scrittore di romanzi “horror” o di “distopie”. Il solo pensiero che un video possa avere più visualizzazioni perché spinto da una mano invisibile, ha qualcosa di angosciante e terrificante allo stesso tempo.

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