Il sottosegretario è indagato per diffamazione ai danni del magistrato contabile Quirino Lorelli. Il caso passo ora all’esame dell’Aula.
Roma – La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha votato a maggioranza per la insindacabilità nel caso della querela contro il deputato di FdI e sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove sporta dal procuratore regionale della Corte dei Conti del Piemonte. Il caso passa all’esame dell’Aula della Camera. Ne dà notizia il presidente della giunta, Devis Dori. Si tratta del procedimento in cui Andrea Delmastro Delle Vedove : il tribunale di Biella aveva inviato gli atti alla Giunta per le autorizzazioni a fine 2023.
L’episodio contestato risale al 2021, quando Delmastro delle Vedove – all’epoca parlamentare – diffuse un video in cui definì Lorelli “Capitan Fracassa della sinistra giudiziaria italiana” dopo l’apertura di un fascicolo per un presunto danno erariale che riguardava una esponente piemontese di Fratelli d’Italia. La Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio ha iniziato ad esaminare il caso mercoledì 5 marzo, ricostruendo ogni passaggio della vicenda. Lorelli aveva accusato Delmastro di “averlo additato con diversi epiteti dispregiativi volti a sminuirne l’attività di procuratore e, più in generale, a lederne l’immagine e il decoro”. Nel video l’allora deputato criticava il giudice per l’avvio di una procedura per danno erariale da parte della procura della Corte dei conti nei confronti della Regione Piemonte per l’acquisto e della distribuzione nelle scuole piemontesi di un libro sulle Foibe.
Il gip di Biella aveva archiviato il caso della querela ma la procura ha fatto ricorso in Cassazione ed è per questo che la Giunta dovrà esprimersi sull’insindacabilità delle opinioni espresse da Delmastro nel 2021. Nella querela Lorelli ha evidenziato come “il video, lungi dal costituire espressione della libertà di critica o diffusione del pensiero politico, in relazione al quale il suddetto deputato ha peraltro presentato interrogazione parlamentare, ha avuto e continua ad avere come carattere unico, quello di gravemente ledere l’onore, il prestigio, il decoro dello scrivente e di appannare e ledere l’immagine del corpo giudiziario”.