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La coppia che ospitava Messina Denaro: shopping e cenette

Gli arresti che hanno seguito quello di Matteo Messina Denaro dimostrano, benché non ce ne fosse bisogno, l’esistenza di una cospicua cerchia di persone che hanno nel corso degli anni, aiutato e supportato il boss mafioso.

Individui che gli hanno consentito di spostarsi in relativa sicurezza sul territorio, anche avvalendosi di più autovetture, di accedere sotto mentite spoglie alle indispensabili cure del Servizio sanitario nazionale, anche avvalendosi di diagnosi e ricette effettuate a nome di Andrea Bonafede e di acquistare sotto falso nome, sempre Bonafede, una unità immobiliare da adibire a “covo” sicuro.

Infatti le indagini hanno svelato che almeno nei 10  giorni antecedenti la cattura di Matteo Messina Denaro, i coniugi Bonafede-Lanceri hanno in più occasioni ospitato il pericoloso latitante presso la propria abitazione di via Mare 89 a Campobello di Mazara, così consentendogli non solo di trascorrere molte ore in piena tranquillità e in Ioro compagnia in un contesto domestico-familiare ma, anche e soprattutto, di incontrarsi con numerose persone (in corso di identificazione) e infine di entrare ed uscire dalla Ioro abitazione effettuando accurati controlli per ridurre il rischio di essere avvistato dalle forze dell’ordine.

Dalle riprese video emerge che Matteo Messina Denaro era solito portare con sé, presso l’abitazione dei coniugi Bonafede-Lanceri, generi alimentari di varia natura, i quali peraltro, in alcune occasioni, venivano trasportati personalmente dal latitante utilizzando la ormai famosa “Giulietta” Alfa Romeo.

Matteo Messina Denaro in auto vicino casa di Lorena Lanceri.

Matteo Messina Denaro ha frequentato giornalmente l’abitazione dei coniugi Bonafede-Lanceri e ha spesso consumato in quel luogo i pasti principali, con ciò evitando di doversi recare presso supermercati o ristoranti per provvedere a tali necessità.

I coniugi Bonafede-Lanceri hanno quindi senza dubbio contribuito a far sì che Matteo Messina Denaro potesse trascorrere gran parte delle proprie giornate in contesti familiari daII’apparenza normale e libero dalle incombenze domestiche e, di conseguenza, a mitigare i rischi derivanti dallo svolgimento di attività che avrebbero inevitabilmente provocato una maggiore esposizione del latitante al pericolo di essere individuato. Matteo Messina Denaro si sarebbe presentato come “Francesco Salsi”.

Si è trattato, del resto, di una ospitalità che ha senza dubbio avuto costi non trascurabili per una famiglia non particolarmente benestante (come emerge anche dai primi accertamenti patrimoniali), famiglia che quindi è irragionevole pensare possa essersi assunta il pieno sostentamento di uno sconosciuto medico in pensione.

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