Italiani morti alle Maldive, chi sono le cinque vittime

Tra i sub deceduti nell’atollo di Vaavu figurano una nota docente dell’Ateneo genovese, sua figlia e tre ricercatori ed esperti del settore marino. Il gruppo stava esplorando grotte a 50 metri di profondità.

Malé (Maldive) – Le cinque vittime italiane dell’immersione di giovedì 14 maggio presso l’atollo di Vaavu non erano semplici turisti, ma professionisti e studiosi legati da una profonda passione e competenza per l’ecosistema marino. Il gruppo, che operava dalla safari boat “Duke of York”, è rimasto intrappolato durante l’esplorazione di alcune grotte a 50 metri di profondità.

Monica Montefalcone e Giorgia Sommacal

  • La docente: Monica Montefalcone, 51 anni, era professoressa associata di Ecologia all’Università di Genova e figura di riferimento del Distav. Esperta internazionale di scogliere coralline e Posidonia oceanica, era un volto noto anche per le sue divulgazioni televisive.
  • La figlia: Giorgia Sommacal, 23 anni, genovese, giovane studentessa universitaria, condivideva con la madre la permanenza alle Maldive ed è rimasta vittima del tragico incidente al suo fianco.

Gianluca Benedetti

Originario di Padova, Benedetti era l’operation manager e capobarca della spedizione. Istruttore subacqueo con sette anni di esperienza specifica nell’arcipelago maldiviano, aveva lasciato una carriera nel settore finanziario per dedicarsi a tempo pieno alla sua passione sportiva e professionale per il mare.

Gianluca Benedetti

Federico Gualtieri

Trentunenne di Borgomanero (Novara), Gualtieri si era laureato in Biologia marina a Genova. Si trovava alle Maldive per una missione di ricerca di due settimane proprio insieme alla professoressa Montefalcone, con la quale collaborava per approfondire gli studi sugli organismi marini degli atolli centrali.

Federico Gualtieri

Muriel Oddenino

Trentunenne di Poirino (Torino), Oddenino era una biologa ed ecologa marina. Assegnista di ricerca presso l’Università di Genova e già collaboratrice dell’Ateneo di Bari, era coautrice di numerose pubblicazioni scientifiche focalizzate sulla conservazione degli ecosistemi marini e sulle dinamiche della Posidonia oceanica.

Il gruppo si trovava in acqua per attività di ricerca e monitoraggio ambientale, ambiti in cui la professoressa Montefalcone era leader scientifica dal 2013. Le difficili condizioni meteo segnalate nell’area, con raffiche di vento fino a 50 miglia orarie e correnti potenzialmente insidiose, potrebbero aver giocato un ruolo determinante nella tragica conclusione dell’esplorazione a profondità elevate.