IL SOGNO DELL’ORO

Vicino l’Urbe le preziose opere di un famoso artista

Pochi sanno che vicino Roma, nella strada che porta da Marcellina a San Polo dei Cavalieri, c’è una miniera d’oro. Percorrendo questa strada, potrete ammirare la più grande pepita d’oro esistente al mondo, grande come un mobile di casa, liberamente esposta all’interno di uno spiazzo.

Poco distante, nell’antica galleria scavata dai minatori, sono ancora visibili le pepite d’oro scoperte dai minatori nel canale ora chiuso da una grata in ferro. Le pepite sono come dei grandi sassi, anch’essi ben visibili e riportati nelle fotografie che seguono. Si tratta dell’altoforno della ex cava C.I.D.I. ormai dismesso da molti anni.

Le pietre che dal 1940 al 1975 venivano quotidianamente lavorate dalla comunità di Marcellina, che su quei sassi ha speso la propria esistenza, sono state tramutate in oro dall’artista Romolo Belvedere, che ha donato dignità storica ed artistica a quel luogo ormai abbandonato all’incuria.

Il noto pittore Luis Gomez, poi, ha dipinto l’antica fornace ed i silos dell’antica fabbrica, richiamando i volti di un’epoca lontana nel tempo quando la fornace viveva pienamente la sua stagione storica.

Nell’antichità questi luoghi erano retaggio dei pastori, l’itinerario tipico della transumanza e dell’alpeggio da e per le montagne dell’Abruzzo, autentici luoghi di culto e di ritiro spirituale. La pietra calcare, poi, venne valorizzata e trasformata in materiale da reddito in queste zone prevalentemente agricole.

La fabbrica era stata portata al suo massimo regime dalla CIDI, che traeva il materiale in loco per costruire il quartiere dell’EUR dal 1937 in poi. Poi nel 1975 l’opificio venne abbandonato e l’economia dei luoghi, da sempre economicamente asserviti alla Capitale, ne avrebbe risentito in maniera prevalente e la nuova ricchezza diventava, ormai, soltanto un ricordo.

Questa è la rievocazione dell’artista che ha dipinto di giallo oro le pietre che, prima senza valore, sono diventate improvvisamente gioielli fantastici e preziosissimi. La Comunità di Marcellina si riappropria cosi dei luoghi della sua memoria storica e celebra quel periodo straordinario con una rievocazione artistica.

Per chi volesse ammirare il contesto artistico e naturalistico la direzione da prendere è quella della strada di Marcellina per poi dirigersi alla volta di San Polo dei Cavalieri, a circa 700 metri di altezza, dove nel periodo estivo la frescura è assicurata. Per i buongustai sarà d’obbligo una tappa in una delle tante trattorie locali dove si potranno gustare, prevalentemente, primi e secondi piatti della tradizione gastronomica laziale. All’interno del parco dei Monti Lucretili potrete trovare diverse specie di piante, animali oltre a boschi e sorgenti d’acqua limpidissima oltre alle antiche testimonianze della popolazione tiburtina.

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