Tac con contrasto impossibile a Manduria: cinque ore di viaggio e attese fatali. Il sindacato diffida l’Asl, la direzione nega ogni collegamento.
Taranto – Aveva bisogno di una Tac con mezzo di contrasto per capire cosa stesse succedendo al suo cuore, ma quell’esame, di notte, a Manduria non si poteva fare. E così un uomo di 69 anni è finito su un’ambulanza in una corsa disperata verso Taranto, dove è arrivato ormai gravissimo ed è morto nelle prime ore del 2 settembre all’ospedale Santissima Annunziata. Un decesso che ha fatto esplodere il caso della radiologia notturna cancellata in due presidi della provincia.
Il paziente era ricoverato nel reparto di Nefrologia dell’ospedale Giannuzzi di Manduria, affetto da patologie legate a una insufficienza renale cronica. Durante la notte le sue condizioni erano improvvisamente peggiorate. Per capirne le cause i medici avevano disposto un esame radiologico, ma in quel momento nel presidio non c’era un radiologo in presenza.
A Manduria è stata eseguita una prima Tac senza contrasto. Le immagini, tramite il sistema di teleradiologia, sono state inviate a uno specialista in servizio a Castellaneta, che le ha valutate a distanza e ha ritenuto necessaria una Tac con mezzo di contrasto. Un esame che a Manduria, quella notte, non poteva essere effettuato.
È scattato così il trasferimento. La prima destinazione individuata era l’ospedale di Castellaneta, dove il radiologo era disponibile. Ma durante il tragitto le condizioni dell’uomo sono precipitate: arrivata nei pressi di Taranto, l’ambulanza ha cambiato rotta puntando sul Santissima Annunziata. Dal primo allarme lanciato in Nefrologia all’arrivo al pronto soccorso sarebbero passate circa cinque ore. Gli accertamenti hanno rivelato un tamponamento cardiaco: ricoverato in Rianimazione, il 69enne non ce l’ha fatta.
Al centro della polemica c’è la riorganizzazione della radiologia notturna decisa dall’Asl di Taranto. Dal primo settembre, a Manduria e Martina Franca, di notte non è più garantita la presenza fisica di un radiologo: la copertura è affidata alla teleradiologia, con esami acquisiti sul posto e refertati a distanza da specialisti di altre strutture.
Il sindacato Cimo-Fesmed ha diffidato formalmente l’Asl Taranto, denunciando che la refertazione a distanza non basta quando serve la presenza dello specialista. Di parere opposto il direttore sanitario Vincenzo Gigantelli, secondo cui, con gli elementi disponibili, non è possibile stabilire un collegamento tra la sospensione della guardia notturna e la morte del paziente. Il nodo, ammette, resta la carenza di personale: delle quattro radiodiagnostiche dell’azienda, due non hanno organico sufficiente, e a Manduria il direttore della Radiologia è di fatto l’unico medico in servizio.