Traffico illecito di rifiuti: sequestro da 3,4 milioni di euro

Le indagini hanno fatto emergere un complesso sistema di smaltimento illecito. Sequestrati impianti, camion e 71 conti correnti.

Salerno – Nelle province di Napoli, Bari, Potenza, L’Aquila, Latina, Frosinone e Salerno i carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, unitamente ai Carabinieri dei Comandi Provinciali territorialmente competenti, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di sequestro preventivo nei confronti di alcuni imprenditori, sottoposti  ad indagine per i reati di associazione a delinquere (art. 416 c.p.), attività organizzate per il traffico  illecito di rifiuti (art. 452 quaterdecies c.p.) e furto aggravato di ingenti quantità di materiale ferroso, prelevato prevalentemente presso cantieri della Rete Ferroviaria Italiana. 

L’ordinanza cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Salerno, in accoglimento della richiesta, riguarda una serie di condotte illecite riscontrate nel corso di una complessa attività  investigativa, condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Salerno, interessando diverse regioni del territorio nazionale e alcuni Paesi europei ed extraeuropei. 

Le complesse e particolarmente articolate indagini – nate a seguito di un controllo effettuato dai carabinieri del Reparto Speciale nei confronti di un’azienda di Albanella (SA) operante nel settore del trattamento/recupero di rifiuti urbani e speciali – sono state condotte anche con l’ausilio di  intercettazioni telefoniche e telematiche, videoriprese e pedinamenti, che hanno consentito di  individuare un collaudato sistema ritenuto finalizzato a illecite attività di smaltimento di rifiuti. Le indagini si sono sviluppate su due filoni principali. 

Un primo, relativo alla società RICICLA CAMPANIA s.r.l., con sede legale in San Giuseppe Vesuviano e sede operativa in Albanella (SA), ha consentito di accertare gravi indizi in ordine alla gestione illecita di rifiuti urbani ingombranti, di imballaggi misti, di rottami ferrosi, parti di pneumatici fuori uso e guarnizioni in plastica, destinati illegalmente ad impianti della Thailandia, in 1 assenza della documentazione prescritta o attraverso la falsificazione della stessa e comunque in violazione della normativa, nazionale e comunitaria, vigente in materia di esportazione di rifiuti.  Il secondo, invece, si è sviluppato partendo dalla gestione illecita dei rifiuti ferrosi che la stessa società RICICLA CAMPANIA cedeva “in nero” alla società CERMETAL S.r.l., riconducibile a una nota  famiglia di imprenditori locali, attraverso una serie di “prestanome”. In un’occasione si è accertata anche un’illecita esportazione in Turchia di complessivi kg 5.154.760 di rottami ferrosi, falsamente  documentati come End of Waste, ovvero materiale di recupero; in particolare, sarebbe stata falsificata la documentazione per consentirne l’esportazione in violazione della normativa vigente.

Gli approfondimenti investigativi successivi hanno consentito di ricostruire una più ampia attività di gestione illecita di rifiuti metallici, da parte di una serie di ulteriori società, CERMETAL S.r.l., C.R. METALLI S.r.l., RAG.METAL S.r.l., AUTORICICLA S.r.l., RAFECOLOGY, S.r.l., realizzate avvalendosi del meccanismo fraudolento del “giro bolla”, consistito nell’emissione di  documentazione falsa a nome di società inesistenti. 

L’illecito profitto derivante dalle attività sopra descritte, quantificato in euro 3.400.000, è stato sottoposto a sequestro preventivo finalizzato alla confisca, diretta e per  equivalente. 

Sono stati, inoltre, sequestrati gli impianti e gli automezzi delle società CERMETAL S.r.l., C.R. METALLI S.r.l., RAFECOLOGY S.r.l. e RICICLA S.r.l., strumentali alla commissione degli illeciti. Al termine delle operazioni i militari del NOE hanno eseguito il sequestro di: 

  • 71 conti correnti riconducibili alle persone fisiche e persone giuridiche coinvolte nelle indagini, le cui capienze sono in corso di compiuta quantificazione; 
  • 8 camion e gli impianti aziendali utilizzati per la gestione illecita e il trasporto dei rifiuti. 

Contestualmente sono stati notificati ad undici persone inviti per rendere interrogatorio preventivo ai sensi dell’art. 291 c.p.p., in base a quanto previsto dalla 1. n. 114/24, avendo l’Ufficio richiesto, nei  loro confronti, l’applicazione di misure cautelari personali.