IL PAPA AI GIURISTI: NON GIUSTIZIATE GLI AGGRESSORI

Moniti e suggerimenti ai partecipanti al XX Congresso Mondiale dell’Associazione Internazionale di diritto penale

Dal 13 al 16 novembre 2019 si è svolto a Roma il XX Congresso dell’Associazione Internazionale di Diritto Penale, sul tema “Criminal Justice and Corporate Business”.

I partecipanti sono stati ricevuti in udienza privata dal Santo Padre, in data 15 novembre, e Papa Francesco, come suo uso, non ha mancato di lanciare dei moniti chiari e precisi, trattando con estrema competenza il tema della giustizia, visto dal punto di vista del capo della Chiesa. Non dimentichiamoci, però, che nella giurisdizione penale dello Stato del Vaticano, tutti i provvedimenti vengono emessi in nome del Santo Padre e che è stato proprio Papa Francesco, il 4 giugno 2013, con atto pontificio, reso noto il 12 giugno successivo, a nominare promotore di giustizia della Corte d’appello dello Stato della Città del Vaticano il prof. Avv. Raffaele Coppola, Direttore del Centro di Ricerca “Renato Baccari”, del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Bari, nonché membro del Corpo degli Avvocati della Santa Sede per il Foro canonico e civile, Avvocato della Curia Romana e del Tribunale Apostolico della Rota.

In primis, salutando i partecipanti, Francesco ha sottolineato l’importanza di una giustizia penale che rispetti la dignità e i diritti della persona, quindi, ha affrontato alcuni temi rilevanti, in relazione al ruolo della Chiesa al servizio della giustizia e della pace. Circa lo stato attuale della giustizia penale, il Papa ha posto l’accento sugli insuccessi del sistema sanzionatorio che ancora troppo spesso trascura la realtà per assumere la fisionomia di un sapere speculativo.

Un attacco forte che Papa Francesco ha però contestualizzato ed esemplificato, soffermandosi poi su alcuni aspetti: l’idolatria del mercato e l’idealismo penale in particolare. Il Santo Padre sottolinea la grave impotenza dell’uomo di fronte a settore economici che, secondo Francesco, in alcuni casi superano il potere degli Stati: ai giuristi, quindi, l’invito ad affrontare questa cruda realtà ed a contenere una inutile punizione irrazionale di massa ed un illegittimo e inaccettabile abuso della reclusione preventiva.

Il tema del ruolo della pena è sempre sotto la lente d’ingrandimento da parte di giuristi di tutte le estrazioni: a titolo esemplificativo si fa menzione ad alcune dichiarazioni rilasciate dal dott. Gherardo Colombo, noto PM che si è occupato dell’inchiesta di “Mani Pulite” il quale sempre più spesso afferma di diffidare del ruolo della pena carceraria come forma di effettivo recupero e rieducazione del reo.

Ancora, il Santo Padre lancia un monito affinché non si scelga la via della sanzione indiscriminata solo per ottenere consensi nell’opinione pubblica e per cercare, in questo modo, di rafforzare la fiducia nel sistema normativo. Papa Francesco pone poi l’accento su un altro tema che interessa molto alla società moderna, ovvero la tutela giuridico-penale dell’ambiente che deve cercare di svolgere un ruolo di deterrenza verso quelli che il Santo Padre chiama “ecocidi”, cioè disastri ecologici che hanno effetti devastanti nel breve e nel lungo periodo. Si sente spesso parlare di incontri mondiali sul clima, ma per ora la situazione è in stallo e l’ecosistema sta dando chiari cenni di cedimento.

Per concludere, il Papa ha fatto riferimento ad alcuni esempi concreti di abuso del potere sanzionatorio, invitando i giuristi ad una riflessione critica: l’uso improprio della custodia cautelare, l’involontario incentivo alla violenza attraverso le riforme della legittima difesa (qui è chiaro il riferimento al sistema italiano), la cultura dello scarto e dell’odio, il lawfare attraverso imputazioni fatte contro dirigenti politici per promuovere un sentimento antipolitico.

Il Santo Padre ha poi concluso con un appello alla responsabilità, segnalando come la legge da sola non serva a nulla se non affiancata da una sua giusta e corretta applicazione da parte degli operatori della giustizia.

“Si tratta di fare giustizia alla vittima, non di giustiziare l’aggressore”: con questa frase Francesco riassume il suo pensiero ed invita alla riflessione.

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