I RITMI CIRCADIANI

Vi ho già spiegato che le calorie non vanno prese in considerazione

Vi ho già spiegato che le calorie non vanno prese in considerazione (la logica del mero calcolo delle calorie è una bufala!), bensì vanno studiate le interazioni tra cibo, ormoni ed enzimi, e, non da ultimo, il metabolismo cellulare. Bisogna valutare anche l’influenza dei cicli circadiani. Io adotto una logica consequenziale complessa, che è quella che appartiene alla biochimica alimentare.

I ritmi circadiani sono cicli di 24 ore con cui si ripetono regolarmente certi processi fisiologici. Sono regolati da fattori per lo più interni, ma anche esterni come la luce solare o la temperatura atmosferica. Un esempio è il ciclo veglia-sonno, ma anche l’andamento della temperatura corporea, la pressione arteriosa, il battito cardiaco, la produzione ormonale. Tutto è regolato dal sistema vago vegetativo in funzione ormonale. Sappiamo che gli ormoni sono influenzati da fattori come cibo e la temperatura. Ad esempio il testosterone ha un picco massimo alle 2 di notte circa e un picco minimo alle 6 del pomeriggio. Il colesterolo ha il suo picco massimo tra la mezzanotte e le 2 di notte e il suo picco minimo a mezzogiorno.

Esistono cicli circadiani settimanali, mensili, annuali e negli anni. Vi siete mai chiesti perché la stessa alimentazione che a 25 anni non vi faceva ingrassare, lo fa invece a 35? Tutto dipende dal ciclo ormonale che negli anni è cambiato. Un ciclo mensile è quello mestruale. Altri cicli seguono le stagioni. Il testosterone, per tornare allo stesso esempio, aumenta in inverno, perché retaggio di epoche in cui la logica di sopravvivenza favoriva la nascita in primavera-estate, quando la disponibilità di cibo era superiore. In inverno produciamo più cortisolo, un ormone che favorisce l’accumulo di grasso, ottimo isolante termico. Ecco perché in inverno tendete a ingrassare di più rispetto all’estate.

Non dobbiamo considerare solo quello che mangiamo, ma anche l’ora in cui lo mangiamo, il giorno, il mese, la stagione e l’anno. La mattina è più alta la concentrazione di adrenalina, che ci aiuta a riprendere la nostra attività dopo la parentesi del sonno, e che abbiamo visto favorire il dimagrimento. Pensate, vi alzate e state già dimagrendo, ma poi voi cosa fate? Andate a fare colazione con una fetta biscottata con un velo di marmellata e un caffè dolcificato con l’edulcorante. Avete invertito il vostro destino giornaliero: al risveglio puntava verso il dimagrimento, ma voi l’avete spostato sull’ingrassamento. Mi sto chiedendo se valga la pena darmi tanto da fare per rendere comprensibili queste verità a voi esseri umani. L’adrenalina diminuirà drasticamente la sera.

La serotonina, un ormone che attiva la sintesi degli acidi grassi, segue un ciclo giorno/notte, ed è uno dei motivi per cui la pasta, mangiata la sera, fa ingrassare. Essa andrà a stimolare la produzione di grelina e quindi la fame. Eppure possono essere le 15, si è pranzato da poco! Scatta una voglia irresistibile soprattutto di dolci, che chiamino in fretta insulina che a sua volta, aumentando il triptofano a disposizione (un amminoacido precursore della serotonina), riporterà quest’ultima a livelli regolari, ma nel frattempo si è ingrassati di circa mezzo chilo.

Il cibo, esattamente come un farmaco, deve essere usato studiando e tenendo conto proprio di questi meccanismi circadiani in funzione ormonale.

Non solo gli ormoni, ma molti enzimi intestinali sono essi stessi soggetti a cicli circadiani, quindi giornalieri. Le capacità di assorbimento a livello intestinale variano di conseguenza. Inutile dire che ogni individuo ha poi un suo unico e irripetibile equilibrio anche sotto questo punto di vista, dato dalla sua unicità biologica, ma anche dalle sue abitudini di vita. I cicli ormonali ed enzimatici sono diversi, quindi, per un quindicenne o un anziano, una cassiera o un panettiere, un maschio o una femmina, uno svedese o un nordafricano. L’alimentazione in chiave biochimica asseconda e sfrutta i ritmi circadiani, ma è in grado anche di agire attivamente e regolare questi cicli (per esempio il ciclo veglia-sonno).

Per concludere, gli stessi cibi, se ingeriti alle 8 del mattino fanno dimagrire, se ingeriti alle ore 8 di sera fanno ingrassare, perché seguiranno diverse vie metaboliche. Io vi regalo molto di più di 3 chili persi in una settimana, vi fornisco gli strumenti per imparare a conoscere le esigenze del vostro corpo in funzione ormonale e curarvi con il cibo in perfetta salute e benessere.

Il motto è: “Non sono a dieta, mi curo con il cibo nel viaggio culinario con Lemme”.

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