Dl elezioni: emendamento maggioranza per stop ballotaggi, sindaco con 40% voti

Poi la precisazione: “La questione verrà risolta”. Il M5S sul piede di guerra: “Emendamento per far eleggere i primi cittadini al primo turno è vergognoso”.

Roma – “È proclamato eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti validi, a condizione che abbia conseguito almeno il 40 per cento dei voti validi. Qualora due candidati abbiano entrambi conseguito un risultato pari o superiore al 40 per cento dei voti validi, è proclamato eletto sindaco il candidato che abbia conseguito il maggior numero di voti validi”. È quanto si legge nell’emendamento al dl Elezioni firmato anche dai capigruppo di maggioranza al Senato – Lucio Malan (FdI), Massimiliano Romeo (Lega), Maurizio Gasparri (Forza Italia) e Michaela Biancofiore (CdI-Nm) – che sostituirebbe il quarto comma dell’articolo 72 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, in materia di elezione al primo turno del sindaco nei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti. 

Sul piede di guerra il M5S. “L’emendamento FdI-FI-Lega per far eleggere i sindaci già al primo turno con il 40% dei voti è vergognoso, indecente e inquietante”, afferma la senatrice Alessandra Maiorino, capogruppo M5S in commissione Affari costituzionali e vicepresidente del gruppo pentastellato a Palazzo Madama. “Ci avevano già provato e troveranno di nuovo le barricate del M5S e di altre opposizioni. Ci appelleremo anche al presidente del Senato, questo emendamento deve essere immediatamente ritirato. I partiti di maggioranza se ne facciano una ragione: la democrazia impone legittimazione popolare piena e bilanciamento dei poteri. Loro che fanno tanta retorica sul voto degli italiani, vogliono far vincere i sindaci con il voto di una minoranza, incentivando ancora di più l’astensionismo e la disillusione degli elettori”.

“Con il centrodestra al governo – aggiunge – l’Italia corre dritta verso l’oligarchia. Nel loro immaginario ci sono un premier eletto con una delega in bianco e padrone anche del Quirinale e del Parlamento, poche aree del Paese ricche che tengono le tasse per sè e il resto dell’Italia abbandonato al suo destino, sindaci e presidenti di Regione eletti da pochi e in carica a vita, una Giustizia classista indulgente con politici e altri potenti e spietata con i comuni cittadini, seggi sottratti alle opposizioni con la prepotenza dei numeri, lavori parlamentari ridotti a veloci simulazioni di democrazia. Una cosa al momento non possono cancellare: le opposizioni. E noi saremo sempre durissimi contro ogni loro deriva”.

Ma poi arriva una precisazione. “La questione dei ballottaggi nei Comuni sarà risolta. Abbiamo presentato in passato un emendamento in aula che poi fu accantonato per una discussione più meditata. Ora abbiamo presentato come capigruppo del centrodestra un emendamento a un provvedimento all’esame del Senato. Non c’è nessuna norma introdotta dal governo per decreto, ma c’è la possibilità di discutere della questione ballottaggi in sede di conversione del decreto”, dichiarano in una nota i Capigruppo di centrodestra al Senato Lucio Malan, di Fratelli d’Italia, Massimiliano Romeo, della Lega, Maurizio
Gasparri, di Forza Italia, Michaela Biancofiore, di Noi Moderati.

“Abbiamo contestualmente predisposto un disegno di legge dall’analogo contenuto. I ballottaggi vedono una partecipazione dei cittadini talmente ridotta da indurre ad affrontare la questione, come disse
anche il responsabile degli enti locali del Pd Ricci in Parlamento, estendendo una norma già in vigore, in forme diverse, in Sicilia, in Friuli-Venezia Giulia e in Toscana. Pertanto, andremo avanti utilizzando i vari strumenti che il Parlamento ci mette a disposizione. La questione sarà affrontata e certamente risolta
attraverso gli strumenti della democrazia parlamentare.
Per noi conta la sostanza dell’obiettivo da raggiungere”.

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