Diciassettenne autistico ustionato sul treno dai compagni di scuola

La terribile aggressione è avvenuta sul convoglio Viterbo-Roma: il ragazzo è stato attirato con l’inganno al piano superiore deserto. Salvato da un ferroviere e un poliziotto fuori servizio. Il padre: “Dovremmo parlare di tentato omicidio”.

Viterbo – Lo hanno convinto a salire al piano superiore del treno, dove non c’era nessuno. Gli hanno versato del gel disinfettante sulle mani e sui vestiti, poi hanno acceso un accendino. La fiammata ha avvolto le mani e gli abiti del ragazzo, un 17enne affetto da autismo, che in quei secondi interminabili deve aver capito che quelli non erano amici. È successo giovedì 18 giugno, sul convoglio delle 17:15 partito da Viterbo in direzione Roma. Solo l’intervento tempestivo di un operatore di Trenitalia e di un poliziotto fuori servizio ha evitato che quella che la Questura chiama “ragazzata finita male” si trasformasse in tragedia.

Il ragazzo, residente nella provincia di Roma, frequenta un istituto superiore nel Viterbese ed era sul treno insieme ai suoi compagni di scuola. Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile della questura di Viterbo, che indaga sull’episodio, del liquido igienizzante sarebbe finito sulle mani e in parte sui vestiti del minorenne. A quel punto un coetaneo del gruppo avrebbe azionato un accendino, provocando una fiammata che gli ha incendiato le mani e parte degli abiti.

Il poliziotto fuori servizio e il ferroviere sono riusciti a spegnere le fiamme, proteggere il ragazzo e fermare il presunto autore del gesto. Il treno è stato fermato alla stazione di Vetralla, dove il 17enne è stato affidato ai soccorsi e trasportato all’ospedale Santa Rosa di Viterbo. I medici lo hanno dimesso con una prognosi di 20 giorni per le ustioni riportate.

Ma il padre della vittima non accetta la definizione di scherzo. Mio figlio poteva morire, dovremmo parlare di tentato omicidio, ha dichiarato a ViterboToday. E ricostruisce quei minuti con una versione dei fatti ben più grave: “Era seduto al piano inferiore di un treno a due piani quando è stato incitato a salire al piano superiore dove non c’era nessuno. I ragazzi erano in tre: hanno preso l’alcol, glielo hanno buttato addosso e hanno acceso il fuoco che, per fortuna, ha preso i vestiti”.

“Non c’è stata alcuna lite. Hanno fatto una cattiveria vera e propria, prosegue il padre. “Mio figlio è un ragazzo speciale, ha una grave disabilità dovuta all’autismo. È un ragazzo fragile che è facile ingannare e che non sa difendersi. Non riesce a capire chi gli è amico e chi no, non riesce a capire la cattiveria delle persone che si approfittano di lui. Quei giovani li conosceva, ma un amico non fa queste cose. Non ho parole per descriverli”.

La polizia sta ascoltando i testimoni presenti sul convoglio per chiarire i rapporti tra la vittima e gli aggressori e stabilire se il ragazzo sia stato preso di mira proprio a causa della sua disabilità. Per il 17enne che ha fisicamente azionato l’accendino si prospetta una probabile accusa di lesioni personali aggravate e interruzione di pubblico servizio.