Il giovane, dopo il gesto folle, è stato inseguito dal fidanzato della ragazza e dal fratello minorenne di lei. Sarebbe stato quest’ultimo a colpirlo a morte.
Nuoro – C’è un tardo pomeriggio d’estate che a Bari Sardo nessuno riuscirà più a cancellare. Simone Concas ha 19 anni e muore così, riverso sull’asfalto rovente, mentre i soccorritori tentano invano di soccorrerlo. Le sue ferite, una alla pancia e una alla schiena, sono troppo gravi. È il tragico epilogo di una spirale di violenza consumata in pochi minuti, martedì 22 luglio, nel piccolo centro dell’Ogliastra, in Sardegna. Un intreccio maledetto di amore, rancore e sangue che ha lasciato a terra un ragazzo e spedito dietro le sbagli un minorenne.
Erano circa le 18 quando, secondo la ricostruzione dei carabinieri, la sua Renault Clio si è trasformata in un’arma. Al volante c’era proprio Simone. Nel mirino, dicono gli inquirenti, una studentessa universitaria di 22 anni che il giovane conosceva bene: la sua ex, che passeggiava serena nei pressi del campo sportivo insieme al nuovo fidanzato, un ragazzo di 21 anni del posto.
L’auto avrebbe puntato la giovane e l’avrebbe schiacciata contro un muro roccioso. Un impatto devastante: la ragazza ha riportato gravi traumi alle gambe e in paese è stato necessario l’intervento dell’elicottero, che l’ha trasportata d’urgenza all’ospedale Brotzu di Cagliari, dove è tuttora ricoverata.
Ma quel gesto non ha fermato nulla, anzi ha acceso la miccia. Simone è scappato a piedi, inseguito dal fidanzato della ragazza e dal fratello minorenne di lei. Lo hanno raggiunto in via Leonardo Da Vinci. Lì, al culmine della lite, sono arrivate le coltellate fatali. Poi la fuga.
Nella notte i carabinieri della Compagnia di Lanusei e del Nucleo investigativo di Nuoro hanno stretto il cerchio. In caserma sono finiti i due ragazzi, interrogati a lungo. Alla fine è scattato il fermo per il fratello minorenne della studentessa investita, ritenuto gravemente indiziato dell’omicidio. Il coltello, secondo La Nuova Sardegna, apparterrebbe al fidanzato, ma a impugnarlo sarebbe stato il minore. Il giovane è stato trasferito nell’istituto penale minorile di Quartucciu.
Le indagini, coordinate dalla procuratrice di Lanusei Paola Dal Monte e dalla Procura per i minorenni di Cagliari, sono ancora in corso. Resta da chiarire il ruolo di un’altra persona presente sul posto. Ma il paese, sotto choc, si ritrova già a fare i conti con la stessa domanda: come una questione di cuore abbia potuto trasformarsi, in una manciata di minuti, in una tragedia senza ritorno.