Andrea Sempio

Delitto di Garlasco, maxi incidente probatorio su Dna e altri reperti

La gip di Pavia dispone accertamenti genetici su un’ampia lista di campioni mai esaminati. Udienza fissata al 9 aprile.

Pavia – Il giallo dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, si prepara a un nuovo capitolo. La gip di Pavia Daniela Garlaschelli ha dettagliato nella sua ordinanza i contorni del maxi incidente probatorio richiesto dalla Procura, che non si limiterà a confrontare il DNA di Andrea Sempio con i reperti della scena del crimine. Le analisi genetiche, infatti, includeranno anche il profilo di Alberto Stasi – condannato a 16 anni per il delitto – oltre a quelli dei familiari maschi di Chiara Poggi e di tutti i soggetti maschili che frequentavano la villetta all’epoca dei fatti, individuati dalla giudice dopo un contraddittorio tra le parti. Un’indagine a tutto campo che potrebbe riscrivere una delle vicende giudiziarie più discusse d’Italia.

L’ordinanza della gip si articola in cinque punti chiave. Primo: l’analisi dei profili genetici estratti dai margini ungueali di Chiara Poggi, come riportati dal genetista Francesco De Stefano nella perizia del processo d’appello bis che portò alla condanna di Stasi. Secondo: il perito nominato, Emiliano Giardina, dovrà valutare se tali profili siano ancora utilizzabili per un confronto, alla luce delle attuali tecnologie forensic. Terzo: l’estrazione del DNA dai “para-adesivi” delle impronte recuperate con le nuove indagini. Quarto: l’analisi di campioni biologici e reperti mai esaminati o con esiti dubbi, tra cui un frammento del tappetino del bagno e altri oggetti emersi di recente. Infine, la comparazione dei DNA estrapolati con quelli di Sempio, Stasi, i maschi della famiglia Poggi e altri frequentatori della casa, da identificare e sottoporre a prelievo se necessario.

L’udienza per il conferimento dell’incarico al perito è fissata per il 9 aprile alle ore 11. Quel giorno, la gip definirà i quesiti, il termine per gli accertamenti e accoglierà le nomine dei consulenti delle parti: la Procura, la difesa di Sempio, Stasi (che si affiderà probabilmente a Lutz Roewer e Ugo Ricci, autori della consulenza alla base delle nuove indagini) e le parti civili, ossia i genitori e il fratello di Chiara. Se i profili genetici di alcuni soggetti non fossero già disponibili negli archivi dell’epoca, la giudice potrà disporre nuovi prelievi, ampliando così il raggio d’azione dell’indagine.

Questo maxi incidente probatorio rappresenta un punto di svolta. Non si tratta solo di verificare l’eventuale coinvolgimento di Andrea Sempio, tornato nel mirino dopo anni di sospetti, ma di riesaminare l’intero contesto del delitto con strumenti scientifici più avanzati. I reperti mai analizzati – come il tappetino del bagno o gli oggetti domestici – potrebbero celare tracce decisive, mentre la comparazione con un gruppo allargato di profili maschili mira a escludere o confermare presenze sulla scena del crimine.

Per la famiglia Poggi, che da 18 anni cerca giustizia, è un ulteriore passo verso la verità, ma anche una prova di pazienza. Per Stasi, già condannato ma sempre sotto i riflettori, l’esito potrebbe rafforzare o mettere in discussione la sua colpevolezza. Per Sempio, invece, è un momento cruciale che potrebbe scagionarlo o aggravare la sua posizione. Il 9 aprile segnerà l’avvio di un processo tecnico e giudiziario che promette risposte, ma che potrebbe anche sollevare nuovi interrogativi su un caso che non smette di dividere l’opinione pubblica.

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